25 settembre 2018

Ultimo saluto a Mimmo De Simone

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Al CPA per la presentazione del libro

Mimmo De Simone è morto ieri notte. A molti questo nome non dirà niente… per la Comunità delle Piagge Mimmo era un amico, e nella Comunità aveva trovato amici e ascolto per la sua storia difficile, trovando anche la forza di raccontarla nel libro “I due volti dell’innocenza”. Ci ricorda Alessandro Santoro che Mimmo diceva di sè “vengo dalla morte”: l’emarginazione, il carcere, il manicomio criminale… Ma niente era riuscito a distruggere “la scintilla, sacra, che è dentro ognuno di noi” e un senso di fratellanza verso i suoi compagni. A proposito del libro infatti diceva “lo dedico a tutti quelli che non ce l’hanno fatta per suicidio, per follia; per molte strade sono stati annullati, annientati, ritenuti non degni di vivere. Dedico questo libro alla loro memoria”.
Il funerale sarà celebrato oggi alle 15.30 al Centro Sociale Il Pozzo, in via Lombardia 1p.

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Eravamo 10 fratelli, nella casa di Bosco tre case, vicino Napoli. Troppi per potere avere tutti quanti il necessario. E così un giorno fu deciso di seguire la via di tanti: l’emigrazione, l’andare a cercar fortuna verso il Nord, che ci pareva lontano come l’America. Ero un guaglionciello di 13 anni, quando in una notte del 1968 ho fatto il viaggio della vita. Cinquecento chilometri, tanti quanti bastarono per trasformarmi da scugnizzo in terrone, dentro una città che parlava un’altra lingua, che mi vedeva straniero e mi teneva lontano come, a casa, facevamo con i cani selvatici. La rabbia si fa trovare sempre pronta davanti all’umiliazione, davanti a quello che ci sembra ingiusto. Ed io, anche con la rabbia, ho imparato allora a difendermi, a vivere come un corpo estraneo dentro questa città, intanto che cercavo una nuova vita, che non riuscivo a trovare. Ad accogliermi, dopo qualche tempo, è stato il mondo di Borgo Allegri, un rione e un gruppo di persone che apprezzavano la scaltrezza, il coraggio, le doti che avevo imparato da sempre a coltivare. Mi adottarono, ed io divenni fedele a quel mondo, disposto anche a dare la vita, se necessario; fino a diventare Mimmo di Borgo Allegri, e ad essere conosciuto con questo “nome d’arte” nella Firenze degli anni ‘70.
(continua su http://www.altracitta.org/?p=1898)

Vedi anche http://www.altracitta.org/?p=1687

0 Comments

  1. floriana

    Ciao Mimmo…mi dispiace tantissimo che te ne sei andato. Ti ho incontrato una volta soltanto, in occasione della presentazione del tuo bellissimo libro al C.P.A.(è mia questa tua foto con alessandro santoro) ma la storia della tua vita, delle tue sofferenze e della tua riscossa, mi è rimasta sempre nel cuore..

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