13 novembre 2018

Tv di strada crescono, contro il monopolio della comunicazione televisiva

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Rompere il monopolio della comunicazione televisiva. Con questo obiettivo Telestreet, network che raccoglie le tv di quartiere sparse per l’ Italia, sta lavorando per dare vita a “TeleArcore”. Per avere una voce in più, in un luogo “particolare”, fra le piccole tv di strada. Certo il network non può fare tutto da solo. Ed ecco allora l’appello a Veronica Berlusconi, ”la parte piu’ sensibile della famiglia”. Per convincerla a sostenere e concretizzare il progetto, anche le donne di Termini Imprese, che si sono mobilitate contro la chiusura dello stabilimento Fiat, e quelle di Bagdad, minacciate da una probabile guerra. Il progetto è stato reso noto dagli ideatori di Orfeotv,

di cui fanno parte Stefano Bonaga e Franco ‘Bifo’ Berardi, uno dei leader del movimento del ’77. Orfeotv è stata inaugurata poco meno di sei mesi fa da a Bologna, ed è il primo esempio italiano di street tv.
In pochi mesi la tv di strada ha tentato di organizzarsi al meglio, e quanto fatto fino adesso sarà oggetto del primo meeting delle tv di strada, che si terra’ sabato a Bologna nel centro sociale Tpo.
Si parlerà anche del progetto di TeleArcore, che, almeno nelle intenzioni, dovrebbe nascere entro due-tre mesi. Quello bolognese non sarà un incontro tra pochi intimi. Ma vedrà la partecipazione di Michele Santoro, Stefano Balassone, ex consigliere di amministrazione della Rai e vicedirettore di Raitre, e Giulietto Chiesa (ancora in forse), che con Stefano Bonaga in veste di coordinatore daranno vita alla tavola rotonda finale.
”Per verificare la possibilita’ di aprire ad Arcore una piccola tv indipendente ci rivolgeremo alla parte piu’ sensibile della famiglia Berlusconi, la moglie Veronica, chedendole anche di parlare con le donne di Termini Imerese e di Bagdad”, hanno annunciato gli animatori di OrfeoTv. Gli stessi che hanno collaborato alla nascita di Telefabbrica, l’ emittente ‘fai da te’ aperta a Termini Imerese sull’ onda della protesta degli operai Fiat. Esperimento sfortunato purtroppo, perchè oscurata pochi giorni dopo in seguito all’ intervento del Ministero delle Comunicazioni. Come OrfeoTv e tutte le altre tv di quartiere, infatti, anche Telefabbrica trasmette in un raggio di poche centinaia di metri occupando un canale libero (o un ‘cono d’ombra’), ma non ha la concessione governativa e quindi e’ illegale. Telefabbrica, entrata a pieno titolo fra le nuove modalita’ di lotta operaia e decisa quindi a risorgere entro breve, partecipera’ al meeting bolognese insieme alle altre microemittenti nate sulla scia di Orfeo Tv o che stanno per nascere, come Spegnila Tv e Candida Tv, animata da un gruppo di videomaker romani. Ma saranno anche presenti nuove esperienze comunicative come Hub Tv, realizzata durante il Social Forum europeo di Firenze, e No War Tv, che durante le manifestazioni per la pace del 9 dicembre, organizzate da Gino Strada, ha trasmesso interviste e servizi da un canale satellitare.
Le piccole antenne continuano a crescere nonostante i duri ostacoli che sbarrano loro la strada. Il convegno fara’ il punto sugli aspetti tecnici, legali e politici delle Tv strada e sulle loro prospettive: Telestreet per ora e’ solo un sito Internet, ma ”se tutto quello che potrebbe essere sara’ – ha promesso Bifo – in futuro realizzera’ l’ integrazione fra microemittenti e banda larga e integrera’ la rete a banda larga con il satellite”.

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