Tutti d’accordo: bocciato l’inceneritore

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Si è conclusa la ricognizione internazionale sulle alternative all’incenerimento dei rifiuti iniziata dal Comune di Campi Bisenzio all’indomani del referendum sul ‘termovalorizzatore’. Due parti finora contrapposte, il comitato per il No e l’amministrazione, hanno visitato impianti di smaltimento in Stati Uniti, Spagna, Israele e Islanda, e hanno prodotto due relazioni distinte, ma concordi su un punto cruciale: con la raccolta differenziata al 65% il termovalorizzatore sarebbe inutile. Gli studi confermano anche la validità del metodo ‘porta a porta’, che permette di ridurre la quantità di rifiuti indifferenziati, e portano buoni argomenti a favore del trattamento meccanico biologico a freddo (TMB), come tecnica meno costosa e pericolosa dell’incenerimento, in grado di ridurre tra il 55 e il 75% il residuo che finisce in discarica. Bocciato invece l’incenerimento: oltre ai noti problemi ambientali e sanitari causati da nanopolveri e diossine, la tecnica si dimostra scarsamente efficiente, dando luogo ad una percentuale di rifiuto residuo tra il 25 e il 40%.
Su tali conclusioni, finalmente evidenti anche ai tecnici del comune, si apre adesso la fase della discussione, che dovrà per forza coinvolgere non solo Campi ma tutta la provincia di Firenze, dove la maggioranza dei sindaci e candidati a sindaco hanno sempre sostenuto l’inceneritore come unica soluzione possibile.
Le relazioni integrali sono leggibili sul sito www.noinceneritori.org.

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