17 novembre 2018

Tutti i torrenti murati di Firenze. Quali conseguenze in caso di alluvione?

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Sono invisibili in tutte le cartine, ma scorrono da anni sotto di noi. Impercettibilmente, talvolta insidiosamente. Spesso neppure li conosciamo, ma sono decine i torrenti tombati artificialmente in tutta Firenze. Se ne trovano ovunque: da Campo di Marte a Soffiano, da Coverciano al Galluzzo, da Rifredi al viale dei Colli. Sono oltre trenta in tutta la provincia, per un totale di circa cinquanta chilometri di alvei. Un tempo fluivano alla luce del sole, liberi come l’aria. Oggi sono stati asfissiati dentro gallerie di cemento. Sopra, si è costruito.

Anno dopo anno. Oggi nessuno li ricorda, l’Arno monopolizza le preoccupazioni, ma questi canali, seppur invisibili, potrebbero essere più pericolosi. «Qualunque fiume interrato è un crimine — spiega il professor Ignazio Becchi, docente di ingegneria dell’ambiente all’Università di Firenze — eppure si continuano a interrare». I rischi sono reali perché le acque dei fiumi tappati, non trovando sfogo sugli argini, rischiano di esondare in maniera incontrollata. Difficile ipotizzare frane, ma gli allagamenti potrebbero essere disastrosi. Drammatiche le conseguenze, spiega Becchi, «forse non mortali come nel caso del canale Fereggiano di Genova, ma comunque drammatiche». Attraverso l’aiuto del professor Becchi siamo in grado di offrire una mappatura dei principali torrenti interrati di Firenze.

Fosso di San Gervasio
La sorgente (o bacino imbrifero) di questo canale si trova nella valle di San Domenico. Da qui il San Gervasio, così chiamato perché transita nei pressi della chiesa omonima a campo di Marte, scende fino a viale Volta, per poi percorrere tutta la lunghezza del viale e riversarsi nel Mugnone dopo circa due chilometri. Il fiume era scoperto fino a metà degli anni Cinquanta, quando è stato interrato per gli ultimi due terzi di tragitto. Nella Firenze di fine Ottocento il fosso serviva da cerchia daziaria, una sorta di frontiera per le merci che arrivavano da fuori città.

Torrente Affrico
La sorgente dell’Affrico si trova sulle colline di Maiano. Da qui scende al Salviatino, da dove comincia l’interramento (avviato subito dopo la seconda guerra mondiale). Il fiume si riversa in Arno dopo aver percorso, sottoterra, via Lungo l’Affrico. Anche questo torrente, come il fosso di San Gervasio, nella Firenze dell’Ottocento serviva da cerchia daziaria per i commerci che arrivavano dall’aretino. Durante l’alluvione del 1844, l’esondazione dell’Affrico fu tra le cause dell’allagamento della città. L’acqua penetrò nel centro storico da piazza Beccaria.

Torrente Mensola
Il bacino imbrifero del Mensola si trova sulle colline di Settignano. È stato uno degli ultimi fiumi fiorentini a essere interrato, all’inizio degli anni Ottanta. Nell’agosto del 1984, poco dopo la copertura, intorno al Mensola ci fu un allagamento generale che provocò non pochi disagi tra i residenti della zona. Allagamenti si sono registrati anche negli ultimi anni.

Fosso dell’Arcovada
Scorre per circa tre chilometri dalla collina di Montughi fino al Terzolle. La prima parte del fiume venne interrata nel 1908 nell’ambito della realizzazione di via Vittorio Emanuele II, la strada nata per collegare la città vecchia con la nuova zona ospedaliera di Careggi. La seconda parte del torrente venne tombata a cavallo delle due guerre. Nel 1992 l’esondazione dell’Arcovada provocò drammatici allagamenti nell’area intorno a piazza Giorgini. Il ricordo di quei giorni è ancora vivo tra gli abitanti dell’area, molti dei quali ebbero case alluvionate e ingenti danni economici.

Fosso della Lastra
Sono pochi i fiorentini a sapere questa curiosità, ma sotto una parte del complesso didattico di viale Morgagni scorre un torrente. È il fosso della Lastra, lungo circa 500 metri. Il bacino imbrifero del fosso è nell’area di via Incontri, mentre la foce è nel Terzolle. Il canale è stato interrato nel 1908 per tutta l’ultima parte del tragitto.

Fosso del Gelsomino
È uno dei fiumi interrati più lunghi di Firenze. Si origina nella valle di San Gaggio, dalla quale scende fino a Le Bagnese. Scorre sotto le Due Strade, poi torna a fluire alla luce del sole per un breve tratto. Sfocia nella Greve in zona Le Gore. Il fiume è interrato per gran parte del suo tragitto.

Fosso di Gamberaia
Il suo nome è legato alla nuova palazzina degli Assi, sulla quale la Procura aveva aperto un’inchiesta perché la struttura passava troppo vicina al fosso. Il fiume nasce nella collina di Pian dei Giullari, è quasi completamente interrato dalla fine dell’Ottocento. Scorre per circa due chilometri e si riversa in Arno.

Fosso di Ricorboli
Quasi tutto tombato alla fine degli anni Cinquanta, ha il suo bacino imbrifero nelle colline di Santa Margherita a Montici. Scorre lungo viale Giannotti e sfocia in Arno.

Fosso di Carraia
Parte dalle colline dell’Erta Canina ed è quasi tutto interrato, eccetto un breve tratto. Sfocia in Arno.

Fosso di San Rocco
La sorgente si trova sulla collina di Poggio Imperiale. Da qui, il torrente si dirama lungo viale Poggio Imperiale per poi percorrere viale Ariosto e sfociare, dopo un tragitto di circa tre chilometri, in Arno vicino a Porta San Frediano. Il canale è stato interrato per quasi tutta la sua lunghezza negli anni Venti.

Fosso del Pellegrino
Nasce nell’area di villa La Pietra. Scende lungo via Bolognese passando sotto la facoltà di filosofia. È stato interrato nell’Ottocento, nell’ambito dei lavori che portarono alla realizzazione della linea ferroviaria che collegava Campo di Marte a Rifredi.

Fosso dell’Erta Canina
Nasce nella collina del Forte Belvedere e sfocia in Arno, dopo un tragitto completamente interrato. La copertura artificiale ha origini antichissime che si perdono nel XVIII secolo.

Legnaia e Soffiano
In queste zone scorrono sottoterra due fossi, che cominciano il loro percorso fluviale dalle colline di Soffiano Alto. Al termine del loro tragitto i due fossi si riversano entrambi in Arno, nella zona di San Bartolo a Cintoia.

di Jacopo Storni per il Corriere Fiorentino

0 Comments

  1. Marfarra

    Quali conseguenze scavando i due tunnel della TAV, la stazione/centro commerciale sotterranea, il tubone, la tramvi/metro sotterranea ….. ?

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  2. giovanni

    manca il fosso dell’Anconella, che percorre via Datini, piazza Gualfredotto e sfocia in Arno alle catatatte di via dell’Albereta

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