Tutela delle street tv per proteggere la libertà di espressione

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Un comitato per la tutela delle televisioni di strada. E’ nato in Parlamento in contrapposizione al piano di regolamentazione dell’etere proposto dal ministro Gasparri. Promotore dell’intelligente iniziativa, un gruppo di parlamentari della commissione cultura della Camera, guidato dal deputato DS Giovanna Grignaffini. Ed è proprio della Grignaffini la proposta di legge ‘Norme per la tutela delle televisioni di strada’, che intende liberare l’utilizzo delle ‘porzioni di frequenze libere in ambito locale risultanti dalle zone d’ombra nell’irradiazione dei segnali televisivi’. In sintesi, con questo provvedimento le street tv potranno utilizzare le frequenze non occupate dai segnali dei network televisivi nazionali.
‘Dal punto di vista tecnico le street tv non creano alcun disagio alla giusta ricezione dell’emittenza tradizionale, – ha spiegato il deputato Ds – visto che sfruttano i cosiddetti ‘coni d’ombra’ delle frequenze. Il comitato vuole garantire un futuro per le quindici tv già esistenti e per le cinquantuno pronte a partire nei prossimi mesi’. Forse non sono motivi tecnici quelli che fino ad ora hanno ostacolato la vita alle street tv, ma qualcosa che riguarda la realtà, la verità e simili utopie dei tempi moderni..
La proposta di legge specifica che le trasmissioni dovranno essere precedute da una ‘denuncia di inizio attività’ da inviare all’autorità per le garanzie nelle comunicazioni. Trascorsi 30 giorni dalla denuncia scatta un meccanismo di silenzio assenso, momento in cui la ‘Tv di strada’ può liberamente iniziare le sue trasmissioni ‘su base non interferenziale’.
In caso di approvazione della proposta, l’oscuramento delle tv a corto raggio potrà avvenire unicamente per ragioni che riguardano ‘la salvaguardia dell’ordine pubblico e il funzionamento delle reti di diffusione’, che verranno tutelate dall’autorità per le garanzie nelle comunicazioni con un regolamento attuativo della legge. Secondo il comitato della commissione cultura ‘il disegno di legge Gasparri prevede la chiusura delle quindici ‘street tv’ presenti sul territorio italiano. Tv la cui unica colpa è di svolgere servizi per piccole comunità, quartieri, collettività peculiari. E siccome una cosa del genere non può certo dare fastidio (la maggior parte della gente non sa nemmeno che cosa sono le street tv..), la proposta di Gasparri, se attuata, metterebbe in crisi quel briciolo di concetto di libertà di espressione che ormai a malapena sta in piedi. I monopoli Rai e Mediaset temono forse di essere danneggiate in qualche modo dalle piccole emittenti? Difficile, visto che ai contenuti sono rimasti in pochi a farci caso..

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