Tunnel TAV, in Europa si avanzano dubbi sulle terre di scavo "miracolate" per decreto

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il Commissario europeo all'ambiente Janez Potočnik

«MONNA Lisa» la maxi talpa avrebbe dovuto cominciare lo scavo delle due gallerie Tav, il sottoattraversamento dell’alta velocità alla fine di maggio, poi la data era slittata a luglio, e infine era caduta nel letargo estivo. Alla fine di agosto il decreto del governo italiano che toglieva ogni incertezza sulle terre di risulta (da considerare semplici rocce e non più rifiuti speciali) sembrava aver superato, anche se solo grazie al silenzio assenso, lo scoglio del Parlamento europeo. E si ipotizzava quindi che la maxi talpa cominciasse presto a scavare. Errore: perchè i lavori inizino ci vorranno almeno altri tre mesi. Se basteranno.

Paola Fichera da La Nazione Firenze

SERVIRÀ nuovo olio per impedire a Monna Lisa di arrugginirsi nell’attesa. Ma una cosa è certa l’inizio dei lavori per le due gallerie del sottoattraversamento Tav non è poi così vicino. Anzi. Il decreto Clini-Passera (Decreto 10 agosto 2012 n. 161) che definisce semplici rocce le terre di risulta che finora venivano invece considerate ‘rifiuti speciali’ sarebbe, in teoria, entrato in vigore da sabato scorso, 6 ottobre.

Tre giorni prima, però il Commmissario europeo all’ambiente Janez Potocnik (rispondendo all’interrogazione con richiesta di risposta scritta formulata dalla presidente della Commissione Antimafia Europea Sonia Alfano) ha inviato un nuovo monito al governo italiano. Il sospetto che le decisioni italiane siano in contrasto con la normativa ambientale dell’Unione Europea, sospetto già avanzato dall’Associazione Idra, potrebbe essere fondato. Da qui la presa di posizione del commissario Potocnik. «I servizi della Commissione stanno attualmente valutando se il progetto di decreto sia compatibile, in particolare, con l’articolo 5 della direttiva 2008/98/CE sui rifiuti, che stabilisce le condizioni in base alle quali una sostanza o un oggetto può essere considerata/o come sottoprodotto. Se la Commissione giungesse alla conclusione che il disegno di decreto risultasse in contrasto con la normativa ambientale dell’UE, intraprenderà le azioni necessarie per garantire che tale normativa sia correttamente recepita e attuata in Italia».

Il Commissario europeo all’ambiente, insomma, lancia un vero e proprio monito al governo Monti: è opportuno che l’Italia non dia esecuzione al decreto prima che la Commissione europea abbia avuto modo di pronunciarsi.

E’ vero che, anche nel caso in cui il 6 ottobre fosse stato considerato come il via ufficiale per il nuovo smaltimento delle terre di risulta, la talpa fiorentina non avrebbe potuto iniziare a scavare prima di almeno tre mesi. Quelli necessari — fa notare la consigliera comunale Ornella De Zordo (perUnaltracittà) per effettuare tutti gli studi tecnici e ambientali necessari per applicare la normativa.

I lavori per la Tav insomma, così sono destinati ad attendere. Considerato che, per motivi diversi, sono fermi anche quelli per le due linee della tramvia, Firenze per ora è salva dalla nuova stagione dei grandi cantieri.

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