Tunnel TAV fiorentino, il Ministero ammette: non c'è soluzione per le terre di scavo

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il torrente Carza completamente asciutto (S. Piero a Sieve)

Sono giorni pesanti per i No TAV. Dalla Val di Susa a Firenze, dove c’è amarezza e sconcerto per la recente sentenza di appello che ha assolto tutti gli imputati ritenuti in primo grado responsabili dei danni ambientali del Mugello. “Forse ce li siamo inventati”, ha commentato Girolamo Dall’Olio di Idra, eppure i torrenti prosciugati e le fonti seccate sono un fatto incontrovertibile. Fatto sta che con questa assoluzione scompare l’obbligo del ripristino ambientale, ovvero, come si diceva un tempo, sembra valere la famosa Legge del Menga… e ci fermiamo qui.

Per consolarci, ecco una notizia positiva da Roma, come riportata dal comunicato di Italia Nostra e Comitato contro il sottoattraversamento AV di Firenze.
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Una delegazione composta da Italia Nostra e dal Comitato contro il sottoattraversamento AV di Firenze, col supporto tecnico dell’ing. Massimo Perini è stata ricevuta al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. L’ing. Ercole Incalza, capo della struttura tecnica di Missione, ha ripercorso l’iter delle 8 soluzioni valutate nel corso degli anni, dal ’94 in poi, per risolvere il passaggio dell’Alta Velocità a Firenze. Per ciò che riguarda la situazione attuale il rappresentante del Ministro Matteoli, ha riconosciuto la fondatezza delle criticità da noi sollevate nelle lettere inviate alla Regione Toscana e al Ministero:
La questione dell’intercettazione della falda, la carenza di progettazione antisismica, le interferenze con l’edificato, in particolare è apparsa subito in tutta la sua gravità la questione dell’enorme massa degli smarini (3 miloni di metri cubi) dello scavo delle gallerie, che dovrebbero essere impiegati per “riqualificare” l’ex cava di Santa Barbara nel comune di Cavriglia. Per quest’ultimo aspetto l’ing. Incalza ha convenuto che il problema è al momento irrisolvibile, dato che si tratta di ‘rifiuti speciali’ e non di pietrisco o materiale altrimenti utilizzabile, come previsto dal decreto VIA.
Italia Nostra e il Comitato fiorentino hanno perciò ribadito la richiesta di fermare immediatamente i lavori, per evitare ulteriore spreco di fondi pubblici e proposto di abbandonare il progetto di sottoattraversamento a vantaggio di soluzioni di superficie molto meno invasive dal punto di vista ambientale e dai costi assai ridotti.
E’ stato ricordato che la stazione Foster, prevista nell’attuale progetto, non è stata sottoposta a VIA ed è stato sostenuto che la ricontrattazione delle penali, per la mancata esecuzione delle gallerie, potrebbe essere la via d’uscita per evitare l’impasse attuale. Nuove riunioni col Ministero sono previste per un tavolo di confronto che si è finalmente aperto, già a partire dalla prossima settimana.

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