13 novembre 2018

Tunnel Tav, 400 edifici a rischio. Istituzioni assenti all’affollata assemblea del Comitato

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Tunnel Tav, 400 edifici a rischio. Istituzioni assenti all’affollata assemblea del Comitato
di Nicola Coccia, da La Nazione
C’era l’auditorium dello Stensen gremito. Decine di persone in piedi. E tre sedie vuote. Erano quelle lasciate per Comune, Provincia e Regione. Ma nonostante gli inviti e le telefonate Renzi, Barducci e Rossi hanno disertato il confronto con il Comitato No Tav e gli esperti dell’Università di Firenze. Ma soprattutto con gli abitanti interessati alla costruzione dei due tunnel sotterranei. I quali erano, e sono, preoccupati e arrabbiati. C’erano i firmatari della mozione che chiedeva al consiglio comunale la Valutazione di impatto ambientale per un’opera così imponente. Ornella De Zordo, Valdo Spini e Mario Razzanelli hanno raccontato di come il documento sia stato bocciato.
L’attenzione si è concentrata sulle risposte che i docenti universitari (Massimo Perini, Teresa Crespellani, Giorgio Pizziolo, Vincenzo Abruzzo, Alberto Ziparo, oltre all’avvocato Bonafede) hanno dato alle domande dell’assemblea. L’Alta Velocità c’è già fra Milano e Napoli. Ma per risparmiare otto minuti — il tempo necessario ad un convoglio per entrare e uscire dalla stazione di Santa Maria Novella — si sconvolgerà Firenze per dieci anni costruendo due tunnel sotterranei fra Campo di Marte e Castello. Una fresa, alta dieci metri e lunga centocinquanta, svuoterà il sottosuolo a un ritmo di cinque-dieci metri al giorno. Sono attesi danni a centinaia di abitazioni, ma anche supermercati, banche, negozi. Per le Ferrovie ci sono rischi per 250 fabbricati. La stima dell’architetto Maschietto arriva a 400 e potrebbe interessare 1500-2000 famiglie. Secondo il Comitato il calcolo delle Ferrovie è stato fatto sulla soglia minima di rischio, la quale prevede la minore asportazione di terreno. A 20-25 metri sotto terra si incontrerà la falda acquifera che potrebbe estendersi da Campo di Marte al Piazzale Donatello. Un’opera ingegneristica prevede la mitigazione dei danni, ma la soluzione non convince gli universitari. “Restano molte incognite”. A monte di questa opera, sostengono, l’acqua aumenterà e a valle diminuirà. Lo stato del terreno non sarà più lo stesso.
I due tunnel passeranno sotto queste aree: Via Campo d’Arrigo, Ponte al Pino, via Masaccio, ex Meyer, viale Don Minzoni, piazza della Libertà, viale Lavagnini, Fortezza da Basso, viale Belfiore, via Circondaria, piazza Dalmazia, Firenze Nuova, Lippi-Tre Pietre.
C’è preoccupazione, da parte del Comitato No Tav, anche per i monumenti di piazza della Libertà: Porta San Gallo è del 1285 e l’Arco dei Lorena del 1737.
Si scaverà e si porterà via tre milioni di metri cubi di terra (pari a una collina di 600 metri su un’area grande come 100 campi da calcio). Una parte è destinata al ripristino della cava di torba di Santa Barbara. Ma il comune di Cavriglia farà analizzare il terreno. E se lo troverà “inquinato” lo rifiuterà. Dove sarà portato?
Per dieci anni si dovrà fare i conti con traffico, rumore e polveri. I costi, secondo il comitato, si avvicineranno a tre miliardi di euro. Con il progetto di superficie se ne spenderebbero molti meno.
Stasera nuova riunione del comitato al circolo di via delle Porte Nuove. Si prepareranno assemblee, picchetti, volantinaggi e due azioni legali. La prima è collettiva e di carattere preventivo. Ci si rivolgerà al giudice civile perché stabilisca già in partenza prescrizioni per evitare danni e se possibile un “deposito cauzionale ” per i risarcimenti. Per ora hanno aderito un centinaio di famiglie che sborseranno dai 300 ai 500 euro. Il comitato è pronto a iniziative di autofinanziamento. Ma chiede più forza. Ci sarà un esposto alla Corte dei Conti che comincerà a chiamare i vari amministratori. “Noi collaboreremo con la Corte dei Conti, come ha fatto Idra nel Mugello”.
Info:  338-3092948335-1246551.

di Nicola Coccia, da La Nazione

C’era l’auditorium dello Stensen gremito. Decine di persone in piedi. E tre sedie vuote. Erano quelle lasciate per Comune, Provincia e Regione. Ma nonostante gli inviti e le telefonate Renzi, Barducci e Rossi hanno disertato il confronto con il Comitato No Tav e gli esperti dell’Università di Firenze. Ma soprattutto con gli abitanti interessati alla costruzione dei due tunnel sotterranei. I quali erano, e sono, preoccupati e arrabbiati. C’erano i firmatari della mozione che chiedeva al consiglio comunale la Valutazione di impatto ambientale per un’opera così imponente. Ornella De Zordo, Valdo Spini e Mario Razzanelli hanno raccontato di come il documento sia stato bocciato.

L’attenzione si è concentrata sulle risposte che i docenti universitari (Massimo Perini, Teresa Crespellani, Giorgio Pizziolo, Vincenzo Abruzzo, Alberto Ziparo, oltre all’avvocato Bonafede) hanno dato alle domande dell’assemblea. L’Alta Velocità c’è già fra Milano e Napoli. Ma per risparmiare otto minuti — il tempo necessario ad un convoglio per entrare e uscire dalla stazione di Santa Maria Novella — si sconvolgerà Firenze per dieci anni costruendo due tunnel sotterranei fra Campo di Marte e Castello. Una fresa, alta dieci metri e lunga centocinquanta, svuoterà il sottosuolo a un ritmo di cinque-dieci metri al giorno. Sono attesi danni a centinaia di abitazioni, ma anche supermercati, banche, negozi. Per le Ferrovie ci sono rischi per 250 fabbricati. La stima dell’architetto Maschietto arriva a 400 e potrebbe interessare 1500-2000 famiglie. Secondo il Comitato il calcolo delle Ferrovie è stato fatto sulla soglia minima di rischio, la quale prevede la minore asportazione di terreno. A 20-25 metri sotto terra si incontrerà la falda acquifera che potrebbe estendersi da Campo di Marte al Piazzale Donatello. Un’opera ingegneristica prevede la mitigazione dei danni, ma la soluzione non convince gli universitari. “Restano molte incognite”. A monte di questa opera, sostengono, l’acqua aumenterà e a valle diminuirà. Lo stato del terreno non sarà più lo stesso.

I due tunnel passeranno sotto queste aree: Via Campo d’Arrigo, Ponte al Pino, via Masaccio, ex Meyer, viale Don Minzoni, piazza della Libertà, viale Lavagnini, Fortezza da Basso, viale Belfiore, via Circondaria, piazza Dalmazia, Firenze Nuova, Lippi-Tre Pietre.

C’è preoccupazione, da parte del Comitato No Tav, anche per i monumenti di piazza della Libertà: Porta San Gallo è del 1285 e l’Arco dei Lorena del 1737.

Si scaverà e si porterà via tre milioni di metri cubi di terra (pari a una collina di 600 metri su un’area grande come 100 campi da calcio). Una parte è destinata al ripristino della cava di torba di Santa Barbara. Ma il comune di Cavriglia farà analizzare il terreno. E se lo troverà “inquinato” lo rifiuterà. Dove sarà portato?

Per dieci anni si dovrà fare i conti con traffico, rumore e polveri. I costi, secondo il comitato, si avvicineranno a tre miliardi di euro. Con il progetto di superficie se ne spenderebbero molti meno.

Stasera nuova riunione del comitato al circolo di via delle Porte Nuove. Si prepareranno assemblee, picchetti, volantinaggi e due azioni legali. La prima è collettiva e di carattere preventivo. Ci si rivolgerà al giudice civile perché stabilisca già in partenza prescrizioni per evitare danni e se possibile un “deposito cauzionale ” per i risarcimenti. Per ora hanno aderito un centinaio di famiglie che sborseranno dai 300 ai 500 euro. Il comitato è pronto a iniziative di autofinanziamento. Ma chiede più forza. Ci sarà un esposto alla Corte dei Conti che comincerà a chiamare i vari amministratori. “Noi collaboreremo con la Corte dei Conti, come ha fatto Idra nel Mugello”.

Info:  338-3092948335-1246551.

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