Troppi in trappola

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Sovraffollamento e complessità delle funzioni assegnate all’Istituto sono i maggiori fattori di deterioramento della condizione sociale dei detenuti. I carceri fiorentini contano una popolazione carceraria di circa 1000 detenuti contro i 755 previsti dal limite massimo di capienza tollerabile.
Il primo ad essere leso è il diritto alla salute che conseguentemente alla mancanza di igiene viene compromesso seriamente. Un primo intervento dell’Amministrazione penitenziaria deve essere quello di bloccare le assegnazioni di altri detenuti. Un’altra linea di intervento importante potrebbe essere quella di istituire spazi esterni più ampi, per i detenuti di minore pericolosità, appartenenti soprattutto all’area della ‘detenzione sociale’ – tossicopendenti, immigrati, con problemi psichiatrici o di abbandono sociale – che contribuiscono in modo rilevante al sovraffollamento, ma per i quali il carcere sembra particolarmente sprecato ed inidoneo. Oltre a garantire la vivibilità degli spazi interni e favorire la riabilitazione, dovrebbe essere interesse dell’amministrazione penitenziaria quello di favorire pene alternative seguite dall’Ufficio per l’Esecuzione Penale Esterna.

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