Troppe case rispetto alle famiglie. Indagine della Fondazione Michelucci

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L’indagine: i nuclei crescono del 13%, i nuovi alloggi del 19

di Massimo Vanni da Repubblica

Tra il 2001 e il 2009 la popolazione della provincia di Firenze cresce del 5,4 per cento, passando da 933.860 a 984.663. Il numero delle famiglie, considerato che i nuclei sono sempre più piccoli, è aumentato invece del 13 per cento. Nello stesso periodo però lo stock residenziale, cioè il numero delle abitazioni è cresciuto del 19,1 per cento. In pratica, si è consumato più cemento e si sono costruite più case di quante ne abbia richieste l’incremento della domanda.
E’ quanto si legge su «La casa giusta», l’indagine sulla condizione e le aspettative abitative commissionata da Cooperativa Unica alla Fondazione Michelucci. Un’indagine condotta sui Comuni della Piana – Sesto, Campi e Calenzano – che conferma, anche nel corso degli ultimi anni, mentre la crisi faceva sentire i propri effetti, la fuga dei fiorentini verso la periferia metropolitana alla ricerca di un equilibrio comfort/prezzo. Una ricerca che spinge sempre più lontano, ormai ai Comuni di seconda fascia. Ma che continua a «gonfiare» la Piana. Tra il 2001 e il 2009, del resto, a Sesto Fiorentino i residenti sono passati da 45.940 a 47.897, pari al 4,3 per cento in più. A Calenzano da 15.037 a 16.345, circa l’8,8 per cento di crescita. Mentre a Campi Bisenzio si è passati da 37.228 abitanti a 42.612. Quasi un balzo record del 15 per cento.
E se negli ultimi anni la popolazione residente di Firenze è sembrata stabile, le previsioni al 2025 segnano di nuovo una perdita e una crescita impetuosa di Campi e, in misura minore della Piana. «Un cambiamento che sta avvenendo sotto i nostri occhi e che richiede politiche diverse dal passato, perché le famiglie che si spostano chiederanno maggiori servizi», dice il presidente di Unica Stefano Tossani. E, visto che i dati ci dicono che chi si insedia nei tre Comuni della Piana sono soprattutto single e giovani coppie, la domanda di servizi si concentrerà soprattutto su asili nido e scuole.
Single e giovani coppie, dice la ricerca della Fondazione Michelucci, significano «frantumazione delle risorse». Cioè capitali esigui. E per questo, la crescita dei nuovi insediamenti non può più tradursi in un consumo tumultuoso del territorio che non tenga conto dei fabbisogni reali. Se le case crescono più della domanda è anche perché le nuove edificazioni sembrano tener conto più degli interessi dei costruttori che delle esigenze della popolazione. In fondo, è anche per questo se proprio a Campi, un paio d’anni fa, si è aperto uno scandalo urbanistico che ha costretto il maggior partito a richiamare in servizio il «vecchio» sindaco Adriano Chini eletto in Regione.
«Non basta più la crescita quantitativa delle case, serve una crescita mirata sulle esigenze di una popolazione fatta in gran parte di giovani e di immigrati», dice Tossani. In pratica, a fronte di un restringimento dell’offerta di alloggi popolari e di un indebitamento crescente delle famiglie, case a prezzi contenuti e affitti calmierati: «Non serve più un’offerta generica di case, servono invece interventi mirati per le categorie più deboli, per fasce selezionate della popolazione. E quando si progetta un intervento edilizio, si tratti di recupero o di nuovo insediamento, le pubbliche amministrazioni dovrebbero avere in mente qual è il fabbisogno che si vuole soddisfare», sostiene il presidente di Cooperativa Unica.

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