Tribuna autogestita

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di Gabriela Sole, Giorgio Giorgi, Jorge Carrillo,
Luca Del Poggetto, Rosa Yovera

Ad una settimana dalle elezioni, al Centro Sociale “Il Pozzo” si è svolto un incontro di confronto tra molti dei candidati al Consiglio degli Stranieri, per il Comune e per la Provincia di Firenze. Questa giornata è stata organizzata dai partecipanti al corso “Comunicare intercultura e fare rete” e ha costituito il momento conclusivo delle iniziative di informazione sulle elezioni del 30 Novembre. Nelle settimane precedenti gruppi di volontari hanno infatti battuto i luoghi di incontro più frequentati dalle diverse comunità di migranti (Le Cascine, Santa Maria Novella, Piazza Santissima Annunziata, la Stazione, le mense, ecc.) per informarli sull’importante appuntamento, e nessun canale è stato trascurato, con interventi alla radio e sulla carta stampata.
Lo scopo dell’incontro al Pozzo era di far conoscere i candidati e promuovere un dibattito aperto sull’importante novità costituita dai Consigli degli Stranieri. Ma di fatto l’incontro è servito a pensare degli accordi sui principali punti da risolvere, e in questo senso è stata determinante la presenza del vicepresidente della Consulta degli Stranieri di Modena, Okunuga Olumide Suraju, che ha raccontato l’esperienza modenese, attiva già da nove anni. Mercedes Frias, in rappresentanza della Provincia di Firenze, ha sottolineato l’importanza di questo momento per le relazioni tra le istituzioni e i migranti, che finalmente potranno entrare nel “Palazzo”, e ha precisato che l’iniziativa del Centro Sociale è stato l’unico evento non organizzato dalle istituzioni, ma direttamente dai cittadini.

La discussione tra i candidati è stata viva e stimolante; sono emersi alcuni temi che costituiranno il fulcro dell’attività dei Consigli degli Stranieri, quali: i diritti sociali, la questione della residenza, la necessità di creare canali di informazione efficaci su tutto ciò che riguarda la vita quotidiana dei migranti. I partecipanti all’incontro si sono detti soddisfatti di questa iniziativa, perché ha costituito il primo anello di una catena di azioni finalizzate alla creazione di una comunità omogenea delle varie nazionalità, che sia in grado di costituire un interlocutore compatto e forte nell’interazione con le istituzioni.
Tra il pubblico c’erano diverse ragazzini e ragazzine cinesi, che pur non potendo votare, sono venuti a sentire per trasmettere le informazioni ai genitori, ed dare così inizio a un processo di cittadinanza di seconda generazione.

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