Tribù astratte-LA RIVISTA

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Si chiama Tribù Astratte la rivista che da qualche mese propone “interferenze culturali” da Palermo anche in territorio fiorentino.
“Un’utopia di carta”: così la redazione di Tribù Astratte ha presentato sul numero dell’aprile scorso la rivista e il progetto editoriale che ne sta alla base. Progetto ambizioso, molto, ma decisamente interessante.
Tribù Astratte si propone come frutto di un giornalismo che resiste all’appiattimento e al servilismo regnante nel mondo dei media schierandosi apertamente dalla parte di chi – per motivi politici, sociali, culturali – è ancora in movimento. Tutto questo partendo dal profondo Sud italiano, dalla Sicilia del berlusconiano “61 a 0”, dove gli effetti dello sfruttamento selvaggio e interessato del territorio, del malgoverno e dello strapotere degli interessi forti sono arcinoti da epoche ben precedenti la scoperta della globalizzazione o le teorizzazioni sull’Impero.
Quattro anni fa una piccola cooperativa di donne lancia come fosse una sfida il “progetto Tribù Astratte”, riunisce intorno ad esso una serie di firme meritatamente grandi del giornalismo d’inchiesta italiano – tra cui Antonio Cipriani, direttore responsabile della rivista, Gianni Cipriani, Lanfranco Caminiti, Gianni Minà – e pubblica con cadenza bimestrale una serie di servizi sulle mille facce della violazione dei diritti, al Sud e non solo. Ne è un esempio la contro-inchiesta di Lello Voce sull’uccisione di Carlo Giuliani edita sul numero di luglio.
Da questa sfida è nata una rivista che possiede, quindi, radici salde e ben ancorate al territorio originario: tutte buone premesse per la diffusione dell’utopia di un giornalismo coraggioso.

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