Trecento edifici col fiato sospeso, aspettando la talpa

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Laura Gianni da La Nazione Firenze

La «talpa» scalda i motori. Metaforicamente s’intende, ma il conto alla rovescia per il maxi tunnel è iniziato. E ripropone dubbi, interrogativi e qualche polemica. Per esempio, i sospetti sull’impatto che il tracciato sotterraneo può avere sulle abitazioni in superficie. I periti stanno effettuando le procedure per i testimoniali di stato ovvero la certificazione tecnica che attesta lo stato di salute e la situazione di un immobile alla data in cui viene redatta. Sono ufficialmente 277 gli edifici inseriti nell’apposito elenco di quelli che potrebbero risentire dei lavori di scavo, «ma — sottolineano al Comitato No Tav — il numero va moltiplicato perché comprende anche condomini da ottodieci appartamenti, oltre a infrastrutture come passerelle, sottopassaggi o uffici pubblici». E come fu rilevato nel 2010 nel corso della causa per «danno temuto» intentata da un gruppo di cittadini, gli abitanti interessati potrebbero essere circa 30 mila e gli immobili circa duemila.
«Contrariamente a quanto fu stabilito due anni fa—precisa infatti Giacomo Parenti, presidente dell’Osservatorio ambientale del nodo Av di Firenze—abbiamo ottenuto dalle Ferrovie che la fascia di potenziale subsidenza venisse ampliata a quegli immobili per i quali viene accertata la continuità strutturale con quelli precedenti. Il testimoniale di stato è l’unico vero strumento di garanzia per i cittadini: chi non lo fa, rischia di non poter dimostrare successivamente eventuali danni».
I testimoniali di stato di questi immobili potenzialmente impattabili dai lavori di scavo sono a carico dell’impresa Nodavia, realizzatrice dell’opera che ha incaricato una società di effettuare le perizie, inviare le raccomandate con le date di sopralluogo. Per chi intende procedere alla redazione del documento in contraddittorio, i protocollo d’intesa tra Comune di Firenze e Rfi 5 prevede un rimborso forfettario di 258 euro per le spese tecniche eventualmente sostenute dal proprietario.
«Sulla Tav riceviamo molte richieste di informazioni, più che proteste vere e proprie — commenta Parenti — Non per caso abbiamo potenziato l’ufficio Nodo Av con quattro addetti in più, già selezionati e formati. Sul nostro sito verranno pubblicati aggiornamenti fotografici ogni quindici giorni ed è possibile tenersi aggiornati con il Gis, il Sistema Informativo Geografico».
«Ma le crepe e gli altri danni da vibrazione sono solo un aspetto del problema – aggiunge Tiziano Cardosi del comitato No Tav – L’impatto sulla falda di solito si verifica a distanza di tempo. In via Reginaldo Giuliani gli allagamenti degli scantinati sono avvenuti a un paio di anni dalla realizzazione dello scavalco, così come i danni accusati in via Pietro Fanfani». Qualche accenno polemico si è alzato anche tre giorni fa da parte dell’Opificio delle Pietre dure: il sovrintendente Marco Ciatti ha sottolineato la mancata risposta alla richiesta di rassicurazioni sulla sicurezza della sede. «La Fortezza sarà oggetto di particolare attenzione perché la terremo monitorata direttamente con il georadar, oltre che con i controlli topografici — sottolinea Parenti – è la strumentazione che tiene d’occhio i millimetrici spostamenti della Costa Concordia…».

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