Tre destini incrociati

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Lucia è un’anziana signora, forse per fantasticare di una vita diversa da quella che le è toccata in sorte. D’altronde, nell’immediato dopoguerra, aspirare a qualcosa di diverso dallo sposarsi e mettere al mondo dei figli sarebbe stato davvero curioso. Quando il marito si ammala e finisce su una sedia a rotelle Lucia capisce di non farcela ad accudirlo e comincia, sia pure a malincuore, a prendere in considerazione l’idea di qualcuno che badi a lui. La prospettiva la spaventa molto anche perché Lucia non ha molto senso critico e beve come acqua fresca tutto quel che dice la televisione. Diffida degli stranieri, teme di ritrovarsi ‘una negra per casa’, ma la forza del bisogno la spinge a cercare comunque una soluzione. Comincia la ricerca attraverso i canali della sua parrocchia e dopo un po’ ecco che si presenta Fatima.
Fatima non è molto ‘colorata’. è una signora marocchina, madre di tre figli; suo marito fa il muratore, è un fedele osservante delle tradizioni religiose e solo dopo parecchie discussioni si è convinto della necessità che sua moglie vada a lavorare per integrare il magro reddito familiare.
Fatima, una donna islamica con il velo, e Lucia, una casalinga italiana piena di pregiudizi. Che succederà?
Succede che, mentre si prendono cura del marito di Lucia, cominciano a parlare e a raccontarsi la loro vita. Un mondo diverso e sorprendente si rivela a ciascuna delle due ma, soprattutto, scoprono quanto c’è di comune nella loro esperienza di donne: i pensieri e le preoccupazioni per i figli, le incomprensioni con i mariti, la concretezza e il buon senso con cui guardano ai problemi che la vita riserva ogni giorno. Man mano che la malattia del marito progredisce verso l’inevitabile fine si consolida fra le due un sentimento di complicità e di amicizia.
Dopo la morte del marito di Lucia, Fatima trova presto altre occasioni; lavora come domestica anche 10 ore al giorno, presso 3-4 famiglie diverse. Lucia è commossa, ammirata, quasi sconvolta dall’energia di quella donna.
Lucia dunque è rimasta sola e non rinuncia mai alla bici per andare a fare la spesa al supermercato. Un giorno fa una manovra un po’ spericolata su un marciapiede e cade malamente, rompendosi una clavicola. Si ritrova immobilizzata e teme di restare bloccata a letto per sempre. Fatima ogni tanto la viene a trovare ma non ce la fa proprio a prendersi anche questo impegno.
Lucia decide pertanto di ricorrere ad una badante, ormai il ghiaccio è rotto e le sue paure si sono parecchio allentate. è così che nella sua vita entra Stella, una donna albanese forte come una roccia. Stella è clandestina, è appena arrivata dopo un viaggio avventuroso prima via mare e poi via terra attraverso Croazia e Slovenia. A casa ha lasciato il marito e due figli di 15 e 13 anni, con cui si sente al telefono due volte alla settimana inondando di lacrime la cornetta. Stella smozzica appena qualche parola di italiano, è timida e spaurita, bloccata dentro da un’angoscia tremenda per la sua famiglia lontana. In compenso ha un’energia lavorativa inesauribile.
Lucia sente scattarle dentro un sentimento di protezione: l’aiuta con l’italiano, la invita ad essere meno remissiva nel rapporto con gli altri. Quando arriva la sanatoria della legge Bossi-Fini, Lucia è terrorizzata dalla quantità di impegni che le vengono richiesti per regolarizzare Stella, ma non demorde perché sa che si tratta di un’opportunità da non perdere. Inizia l’attesa per il responso sull’ammissione della domanda, ma intanto Lucia guarisce e si rende ormai conto di potercela fare da sola. Attraverso i suoi conoscenti trova velocemente una nuova sistemazione per Stella, con cui non cessa comunque il rapporto di amicizia e di collaborazione. Stella spesso, senza nulla chiedere, viene a stirare, a lavare i pavimenti, fa il bucato, aiuta Lucia a tagliarsi le unghie dei piedi.
Finalmente per Stella arriva la regolarizzazione, e poi anche il ricongiungimento familiare: con un grande abbraccio, intriso di lacrime, Stella comunica alla sua amica l’imminente e definitivo arrivo dei suoi figli.
E Fatima? Continua a lavorare tanto ma ora le cose si sono un po’ sistemate. è molto cambiata a contatto con la nostra realtà: copre ancora la testa ma si prende con sempre maggior autorevolezza i suoi spazi. Anche il rapporto col marito si è modificato, sotto la spinta di uno stile di vita così differente dal loro ambiente d’origine.
Ultimamente si è fatta viva ancora con Lucia per chiederle un favore: la figlia piccola è in difficoltà con l’italiano e ha bisogno di una mano per un riassunto del ‘Piccolo Principe’. Lucia ancora una volta si sente investita di un compito e non ci pensa due volte: legge questa bizzarra storia, che non le torna molto ma che prova ugualmente a sintetizzare in qualche modo. Dopo alcuni giorni Fatima torna con gli occhi che brillano di gratitudine: è stato un successone. Nelle mani tiene un altro librettino…

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