14 novembre 2018

Torniamo in gioco

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Novità in vista per le Piagge: il Comune ha deciso di affidarle all’esperienza e all’ingegno dell’architetto Giancarlo De Carlo, incaricato di redigere un “Progetto-Guida”.

un progetto-guida? E soprattutto, diranno gli scettici, non c’erano già il Pru, il Pur, il Prusst, il Contratto di Quartiere e via dicendo? A che serve adesso inventare un nuovo strumento, un contenitore di progetti di cui non si vede mai la fine? Il Progetto-Guida, ci dicono, sarà qualcosa di diverso, non sarà un provvedimento d’emergenza, per cui si pensa prima a ristrutturare gli edifici più disastrati e poi, se avanzano tempo e soldi, all’adeguamento degli spazi aperti, ai servizi, ai centri di aggregazione ecc. Dovrà invece produrre un disegno unitario, che comprenda tutti gli interventi precedenti e dia loro un respiro più ampio.
E De Carlo, chi è?
Leggete le sue parole in copertina. Nel suo lungo percorso professionale, sono rimasti basilari i principi della partecipazione e di un’architettura che sappia comunicare con le persone e migliorare la loro vita. Nei primi anni Settanta De Carlo lavorò al progetto del Villaggio Matteotti, insediamento residenziale a Terni, pensato e realizzato insieme agli operai delle acciaierie. All’epoca fu una scelta coraggiosa. Oggi, alle Piagge, riprendere il dialogo con gli abitanti, riempire di significato e di azioni le tante parole spese sulla partecipazione, più che una scelta è una necessità urgente.
Brucia ancora il fallimento del Laboratorio di Quartiere.
“Il Contratto di Quartiere si è distinto per la costituzione di un Laboratorio di Quartiere inteso come luogo del coinvolgimento degli abitanti nel processo di progettazione, per utilizzare e valorizzare le conoscenze minute e concrete così come le competenze progettuali proprie dei cittadini che abitano il quartiere”. Così scriveva Mauro Giusti – recentemente scomparso – ricercatore del Dipartimento di Urbanistica dell’Università di Firenze che coordinava il gruppo di lavoro del laboratorio, e all’indomani di quell’esperienza si chiedeva “È riuscito il Contratto di Quartiere delle Piagge a utilizzare con cura e a valorizzare il rilevante patrimonio di risorse locali (sociali, progettuali) che pure aveva la possibilità di utilizzare?”, rispondendosi amaramente di no.
Motivi e “colpe” di questo fallimento, numerosi e ben distribuiti: la direzione politica che “non ha saputo uscire da una concezione vecchia di partecipazione”, il responsabile del procedimento che “di fronte alla complessità delle procedure, alla scarsità delle risorse temporali (…), ha scelto di semplificare il percorso (…)”, gli stessi cittadini, poco avvezzi ad occuparsi realmente dei loro luoghi, disillusi e talora rinchiusi nella “perversa spirale assistenza-rivendicazione”.
Così si chiudeva l’ultima puntata della storia della partecipazione alle Piagge. Ma forse la partita non è ancora finita. Le risposte dell’architetto De Carlo alle nostre domande, gli incontri che presto avrà con la Comunità delle Piagge, il suo stesso curriculum, ci lasciano sperare che il gioco possa riaprirsi.
Siamo convinti che l’esperienza del contratto di quartiere non debba andare perduta. Siamo convinti che, per parlare di riqualificazione e andare anche oltre, fino a trasformare Le Piagge in “un luogo attraente per tutti i cittadini di Firenze” – questo l’obiettivo dichiarato da Giancarlo De Carlo – sia necessario ripartire proprio dal coinvolgimento degli abitanti ed evitare le soluzioni calate dall’alto così come approcci ideologici e chiusi. Occorre imparare dagli errori, saper guardare avanti e mettersi al lavoro, tutti quanti, se si vuole partecipare alla costruzione di un quartiere migliore.

A chi arriva con questo spirito, non possiamo che dare il nostro benvenuto.

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