Tensione all’occupazione di Monte Oliveto: «Vogliono tagliarci la luce»

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di Jacopo Storni, dal Corriere Fiorentino
Tensione all’occupazione di Monte Oliveto: «Vogliono tagliarci la luce»
Una giornata ad alta tensione, quella vissuta ieri in via Monte Oliveto, dove è andata in scena una guerra a distanza tra l’Enel e i circa 70 occupanti dell’ex ospedale militare, l’antico edificio accanto a Villa Strozzi abitato abusivamente dal 2006. Poco dopo le 11, una squadra dell’azienda elettrica, accompagnata da una pattuglia di carabinieri, si presenta allo stabile per un sopralluogo. Obiettivo della visita, secondo gli occupanti, il taglio della corrente elettrica. Non proprio un taglio, sottolineano i tecnici di Enel giunti sul posto, bensì «il ripristino di una linea elettrica che è stata allacciata abusivamente». Gli abitanti dell’edificio non vogliono sentir ragioni e impediscono ai tecnici l’ingresso nella loro dimora. Così Enel e carabinieri, in seguito alla voce grossa dei residenti abusivi, fanno retromarcia, tentando nuovamente l’operazione nel pomeriggio. Ma quando si ripresentano, intorno alle 17, trovano completamente sbarrato il tratto di via Monte Oliveto che da accesso all’ex ospedale militare. Gli occupanti, consapevoli di un possibile ritorno dei tecnici, hanno provveduto a bloccare la strada con cassonetti per la spazzatura e materiale ferroso. Dopo dieci minuti di animata conversazione con gli inquilini dello stabile occupato, i carabinieri e gli operai di Enel ripiegano nuovamente. Dietro front anche per l’escavatrice che avrebbe dovuto eseguire l’intervento, parcheggiata tra via Monte Oliveto e viale Raffaello Sanzio in attesa di indicazioni.
A spiegare i retroscena della diatriba sono gli stessi occupanti che, pur confermando di sfruttare una parte della corrente elettrica attraverso un allacciamento abusivo, non ci stanno a essere accusati di furto: «Prendiamo corrente abusivamente soltanto perché ci arrivano bollette salatissime, sproporzionate all’uso effettivo, che superano anche i 7 mila euro mensili — spiegano alcuni di loro — Questo perché ci viene applicata la tariffa maggiorata ad uso industriale, ma qui ci sono soltanto famiglie che utilizzano lo stabile come abitazione. Inizialmente pagavamo le bollette regolarmente — continuano infuriati — ma poi le spese sono diventate insostenibili e abbiamo smesso di pagare. Lo scorso novembre ci hanno staccato completamente la corrente e siamo stati al freddo. Per non morire congelati ci siamo dovuti arrangiare in qualche altro modo e così, oltre all’utilizzo di piccoli generatori autonomi, dobbiamo ricorrere all’abusivismo».
L’ex ospedale militare, occupato da circa quattro anni dopo un lungo periodo in stato di abbandono, è abitato prevalentemente da italiani. Molti i bambini, oltre a qualche anziano. Numerosi gli occupanti che, in assenza di una residenza ufficiale, non hanno neppure i documenti.
Ma quella di Monte Oliveto non è l’unica occupazione di Firenze che versa in condizioni critiche. Stanno forse peggio gli inquilini dello stabile di viale Mattotti, dove da tempo c’è aria di sgombero. L’Inarcassa, proprietaria dell’immobile, ha infatti richiesto la liberazione dell’edificio alle forze dell’ordine e, secondo alcuni occupanti, lo sgombero potrebbe avvenire subito dopo l’estate. Nel palazzo, occupato dal 2007, abitano circa 100 persone tra romeni, marocchini e albanesi.

di Jacopo Storni, dal Corriere Fiorentino

Una giornata ad alta tensione, quella vissuta ieri in via Monte Oliveto, dove è andata in scena una guerra a distanza tra l’Enel e i circa 70 occupanti dell’ex ospedale militare, l’antico edificio accanto a Villa Strozzi abitato abusivamente dal 2006. Poco dopo le 11, una squadra dell’azienda elettrica, accompagnata da una pattuglia di carabinieri, si presenta allo stabile per un sopralluogo. Obiettivo della visita, secondo gli occupanti, il taglio della corrente elettrica. Non proprio un taglio, sottolineano i tecnici di Enel giunti sul posto, bensì «il ripristino di una linea elettrica che è stata allacciata abusivamente». Gli abitanti dell’edificio non vogliono sentir ragioni e impediscono ai tecnici l’ingresso nella loro dimora. Così Enel e carabinieri, in seguito alla voce grossa dei residenti abusivi, fanno retromarcia, tentando nuovamente l’operazione nel pomeriggio. Ma quando si ripresentano, intorno alle 17, trovano completamente sbarrato il tratto di via Monte Oliveto che da accesso all’ex ospedale militare. Gli occupanti, consapevoli di un possibile ritorno dei tecnici, hanno provveduto a bloccare la strada con cassonetti per la spazzatura e materiale ferroso. Dopo dieci minuti di animata conversazione con gli inquilini dello stabile occupato, i carabinieri e gli operai di Enel ripiegano nuovamente. Dietro front anche per l’escavatrice che avrebbe dovuto eseguire l’intervento, parcheggiata tra via Monte Oliveto e viale Raffaello Sanzio in attesa di indicazioni.

A spiegare i retroscena della diatriba sono gli stessi occupanti che, pur confermando di sfruttare una parte della corrente elettrica attraverso un allacciamento abusivo, non ci stanno a essere accusati di furto: «Prendiamo corrente abusivamente soltanto perché ci arrivano bollette salatissime, sproporzionate all’uso effettivo, che superano anche i 7 mila euro mensili — spiegano alcuni di loro — Questo perché ci viene applicata la tariffa maggiorata ad uso industriale, ma qui ci sono soltanto famiglie che utilizzano lo stabile come abitazione. Inizialmente pagavamo le bollette regolarmente — continuano infuriati — ma poi le spese sono diventate insostenibili e abbiamo smesso di pagare. Lo scorso novembre ci hanno staccato completamente la corrente e siamo stati al freddo. Per non morire congelati ci siamo dovuti arrangiare in qualche altro modo e così, oltre all’utilizzo di piccoli generatori autonomi, dobbiamo ricorrere all’abusivismo».

L’ex ospedale militare, occupato da circa quattro anni dopo un lungo periodo in stato di abbandono, è abitato prevalentemente da italiani. Molti i bambini, oltre a qualche anziano. Numerosi gli occupanti che, in assenza di una residenza ufficiale, non hanno neppure i documenti.

Ma quella di Monte Oliveto non è l’unica occupazione di Firenze che versa in condizioni critiche. Stanno forse peggio gli inquilini dello stabile di viale Mattotti, dove da tempo c’è aria di sgombero. L’Inarcassa, proprietaria dell’immobile, ha infatti richiesto la liberazione dell’edificio alle forze dell’ordine e, secondo alcuni occupanti, lo sgombero potrebbe avvenire subito dopo l’estate. Nel palazzo, occupato dal 2007, abitano circa 100 persone tra romeni, marocchini e albanesi.

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