17 dicembre 2018

Templi moderni

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E dire che non lo volevo neppure vedere questo nuovo, ennesimo, centro commerciale! Poi, come al solito, ho sbagliato strada e in un attimo mi ritrovo incastrata nel traffico. La stessa storia: rotonda, traffico congestionato e mega fila per il parcheggio. I vigili fanno del loro meglio ma, ahimè, è sabato! Sembra che la gente non veda l’ora di trascorrere il tempo libero tra scaffali e carrelli. Una piccola sbirciatina al nuovo edificio… che delusione! Sono davvero tutti uguali! Il Carrefour, però, ha una sua particolarità: è stato costruito rialzato su un bel poggio. La devono vedere tutti, quest’opera d’arte contemporanea! In realtà, per costruire il gigante, due famiglie della zona hanno rischiato di essere sotterrate, sepolte vive.
Eppure a qualcuno il centro piace, o almeno così sembra: l’avete vista la gente che si ammazza pur di recuperare la stampante a 19 Euro? Si compra di tutto, basta sia in offerta! Poi, magari, quel televisore che siamo riusciti faticosamente ad accaparrarci è pure brutto! Ma ne avevamo già quattro a casa. Dove lo metterò, in bagno?! È triste, esiste solo il denaro. Nessuna considerazione sull’impatto ambientale, sull’aumento del traffico, del rumore e dell’inquinamento. Eppure si sa, i prezzi sono inferiori, conviene rispetto al piccolo negozio sotto casa. Ci mancherebbe pure che fosse il contrario!
A me invece, i centri commerciali non piacciono; mi fanno venire il mal di testa, mi ci perdo tra tutti quei prodotti. Quanti di questi “mostri” dovranno ancora essere costruiti? Ho ancora nelle orecchie il rumore delle ruspe che hanno abbattuto il C.P.A. per destinare un’area bellissima, nel bel mezzo del quartiere di Gavinana, a un centro commerciale Ipercoop, che verrà inaugurato tra poco. Per fortuna però, non sono sola in questo sdegno. A Calenzano qualcuno si sta muovendo per fermare la commercializzazione spregiudicata della città. Lorenzo Roti, della lista civica “Uniti per cambiare” e Leonardo Mordini, consigliere di Rifondazione Comunista, sono convinti che l’impatto della grande distribuzione abbia enormi conseguenze su quello che sarà il nuovo centro cittadino di Calenzano, anche perché oltre al Carrefour si prevede la costruzione di una galleria commerciale di piccoli esercizi e relativo parcheggio sotterraneo: “Ci sembra assurdo continuare ad aprire centri commerciali che trasformano la dimensione del vivere cittadino. Noi abbiamo in mente un sociale diverso rispetto a scelte che, pur riguardando giunte di centro sinistra, sembrano lontane da qualunque tipo di sostenibilità.” Prosegue Federico Natini, del Comitato di Coordinamento contro il Polo estrattivo: “Continuano a dirci che dovrebbe esserci una programmazione urbanistica a livello dell’intera area metropolitana. E poi ogni Comune si fa il suo centro commerciale? A cosa serve allora la città della Piana?”.
Per non parlare poi della questione dei lavoratori del nuovo ipermercato: su 366 addetti, 278 saranno part time. Con che contratto sono stati assunti?
Queste preoccupazioni, una giunta di centro sinistra non può ignorarle. Eppure sembra avere tutt’altri pensieri: il sindaco di Calenzano, in un editoriale apparso sull’ultimo numero di “Per quale Comune”, a commento dell’apertura del centro commerciale, si è appellato ai cittadini consigliandoli di evitare di transitare con le auto, se non per necessità, nelle strade prossime al centro commerciale! La città è dei cittadini, o dei consumatori?

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