Tav, una montagna di rifiuti. "Troppi lati oscuri, serve un Gran Giurì"

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Riceviamo e pubblichiamo

“Non terre di scavo ma rifiuti da conferire in discarica: questo sono, contrariamente a quanto indicato da RFI nei progetti, i 4 milioni di metri cubi di materiale proveniente dagli scavi della Stazione e del tunnel Alta Velocità a Firenze. E allora chiediamo, insieme ai tecnici che sono intervenuti al Convegno ‘Grandi Opere – impatti, problemi e affari’, dove si possa trovare una discarica che sia in grado di accogliere una mole di rifiuti così abnorme ? E quali i tempi per lo smaltimento e dunque per i lavori di scavo ? Perché, a differenza di quanto accade per altre opere come la metropolitana di Roma e Napoli, non si è tenuto conto che questa tecnica di escavazione produce terre inquinate ?

Inoltre, secondo i dati forniti dai tecnici, sotto l’Esselunga di Via Masaccio e sotto la Fortezza ci saranno cedimenti oltre la soglia limite prescritta dall’Osservatorio Ambientale, a causa dell’ampiezza della curvatura del tracciato.

Ricordiamo anche che manca la batteria di pozzi drenanti prescritta dall’Osservatorio Ambientale che doveva essere realizzata in corso d’opera ad entrambi gli imbocchi.

E ribadiamo che il numero degli edifici da consolidare posizionati sopra la doppia galleria, qualora venga assunto un valore di volume perso come consigliato da studi internazionali, sarà di 8 volte superiori a quello attualmente previsto da RFI, in base ai loro calcoli eccessivamente ottimistici.

Troppi ancora i lati oscuri e troppe le domande a cui non viene data risposta ai cittadini che si rivolgono all’Amministrazione Comunale. Sarà quindi necessario istituire al più presto, un Gran Giurì, ovvero una commissione composta da esperti ai massimi livelli che possano dare le giuste risposte ai fiorentini, come sta accadendo a Napoli per la realizzazione della metropolitana cittadina.”

Ornella De Zordo
Tommaso Grassi
Eros Cruccolini

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