Tav: "Se l'Arno esonda sarà strage". Gli ordini professionali sul piano strutturale "Manca un'idea di città"

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Duccio Tronci dal Nuovo Corriere di Firenze

Un insieme di principi messi insieme in maniera scomposta, senza un’idea di città e privo di creatività. Non nasce secondo una buona stella, secondo gli ordini professionali, il Piano strutturale che l’amministrazione comunale sta predisponendo. E’ un giudizio severo quello che tecnici e professionisti – ingegneri, architetti, agronomi, geometri, periti, industriali e agrari, geologi uniti nella ” Consulta interprofessionale” danno sul documento urbanistico in via di realizzazione. Tutte considerazioni che hanno provveduto ad inserire in un documento di dodici pagine inviato all’amministrazione comunale. “Ci sembra non ancora chiaro il progetto di città che ispira le linee di indirizzo del Piano strutturale – spiega il presidente degli architetti (e rappresentante della Consulta) Antonio Bugatti – più che il disegno della Firenze del futuro, ci sembra un elenco di questioni aperte e possibili soluzioni, ma slega te fra di loro. Sfuggono inoltre le priorità degli interventi – aggiunge Firenze merita una pianificazione di livello che ancora non si vede”. I professionisti pongono dubbi anche sui sistemi di partecipazione messi in atto dall’amministrazione e denunciano di non essere stati adeguatamente ascoltati: “Non abbiamo parlato mai con il responsabili politici e tecnici del Piano”, attaccano. Un fattore che pone in evidenza una volta di più la mancanza di un assessore di riferimento, essendo lo stesso sindaco Renzi il titolare delle deleghe all’urbanistica. Fra le varie questioni, alcuni progetti destano particolare preoccupazione.

ALTA VELOCITÀ A preoccupare di più gli ordini – fra i tanti problemi che rischiano di ritardare l’opera e accrescerne la spesa – c’è il rischio idraulico del tunnel. “Nel malaugurato caso di esondazione dell’Arno – scrivono nelle considerazioni – sussiste il rischio di allagamento di tutto ciò che si trova sottoterra nell’area interessata dal battente idrico”. Per questo “il costo in termini di vite umane potrebbe essere molto alto”. Una questione che riguarda tutte le opere sotterranee, ma questa in particolare: “Bisogna adottare le opportune soluzioni tecniche, possibili con la tecnologia di oggi – dice il presidente dei geologi Silvano Carmignani – ma sicuramente si poteva adottare un progetto alternativo per il passaggio dell’alta velocità ferroviaria”.

TRAMVIA I tecnici guardano di buon occhio ad un completamento della rete tramviaria, perché oggi “manca un attraversamento completo della città”. Ma mettono in guardia su un pericolo: “Non si possono cantierizzare due linee senza evitare interferenze sul traffico – spiega ancora Carmignani – i cittadini non possono subire i disagi già vissuti con i lavori della linea uno”.

VERDE URBANO Secondo gli ordini professionali, infine, non basta inserire richiami all’esigenza di verde che ha la città: “Occorre valorizzare il verde pubblico”, dice il presidente degli agronomi Paolo Candì. I professionisti chiedono di migliorare l’offerta turistica dei parchi, uniformare in città di aree verdi qualificate in grado di alleviare l’impatto di polveri e rumori e regolare la temperatura della città. Inoltre, chiedono che non venga trascurata l’agricoltura, aspetto marginale per Firenze, ma non da trascurare.

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