Tav, martelli pneumatici sotto il letto. Sveglia da incubo alle 6 del mattino

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di Duccio Tronci

Sono passate le 5 del mattino a Castello: gli operai mettono in azione le macchine. Poco distanti da lì decine e decine di abitazioni. I lavori dello scavalco dell’alta velocità sono iniziati da tempo. A metà dicembre è previsto il passaggio del primo treno dalla nuova linea Tav che collega Firenze a Bologna. E sono tanti i nodi irrisolti. Di certo è che per quella data dovrà essere tutto pronto. Ecco perché Nodavia (il consorzio appaltatore dell’intero nodo fiorentino, guidato dalla cooperativa di Reggio Emilia Coopsette) deve fare in fretta. Con buona pace delle famiglie che abitano la zona, rassegnate ad essere svegliate dal baccano ogni mattina, sabato compreso.

Eppure la deroga sui livelli di rumore sarebbe stata concessa dal Comune di Firenze solo nella fascia dalle 9 alle 18. Solo in quegli orari il limite può arrivare fino ai 73 decibel, anziché rimanere entro i 60. Prima delle 6 la fascia è considerata ancora notturna, e il tetto è ancora inferiore (55). Proprio in questi giorni, per effettuare i rilevamenti del caso, erano attesi i tecnici dell’Arpat. Che sono arrivati ieri. Ma guarda caso gli operai hanno aspettato le 6 per iniziare a lavorare. Certo che ruspe, camion, trivelle e scavatrici partono in quarta da subito, e verosimilmente violano i limiti senza aspettare le 9. Una situazione che durerà per molto tempo: pur avendo le Ferrovie annunciato il completamento dello scavalco per la fine del 2010, la deroga è stata concessa fino all’agosto 2011. Poi si vedrà.

A risentirne pesantemente sono i cittadini di via Fanfani (circa 30-40 familgie), ma anche quelli al di là della ferrovia, abitanti via Sestese e via del Sodo e “protetti” da barriere di cemento anti rumore e polveri. Le tre villette di via Collodi, poi, sono quelle maggiormente strette dalla morsa dei disagi. Una cinquantina di edifici martoriati, oltre che dal ruomore, dal continuo passaggio di camion che trasportano i materiali scavati. Il progetto prevede il collocamento di barriere anche in via Fanfani: inizialmente installate, sono sparite un paio di mesi fa. Proprio per il controllo delle polveri da terra è la stessa ditta che opera con i lavori a dover installare le centraline per le rilevazioni. Una situazione al limite del vivibile, in una zona già martoriata dai problemi di agibilità.

Fra i tanti anche quello del sottopasso pedonale fra via del Sodo e via Fanfani, che con la pioggia si allaga e diventa inagibile, così da impedire l’accesso ad un asilo della zona. Da tempo i cittadini cercano di farsi sentire con lettere, denunce, esposti. I risultati per ora sono vani. E questo è solo un assaggio di cosa potrà succedere in città per i lavori del nodo fiorentino dell’alta velocità.

[FonteNuovo Corriere di Firenze]

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