19 settembre 2018

Tav, l'odissea quotidiana dei bambini della Ottone Rosai

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di Marco Bazzichi

Non c’è tregua per la Ottone Rosai: qualche giorno fa una bambina è stata investita da un auto, sulle strisce e si ripropone così il problema della sicurezza all’ingresso di questa scuola media. «Le è andata bene», dice la mamma mentre aiuta la bambina, con le stampelle, a scendere di macchina. «Le è passata sul piede, poteva romperle una gamba, come successe l’anno scorso». Si riferisce a giugno, quando un’altra alunna fu centrata da un motorino. La preside, Manuela Tarabusi, non si dà pace: «Via dell’Arcovata è stretta e le macchine arrivano lanciatissime dalla parte di via Mariti. Finora abbiamo ottenuto solo un dosso con le strisce davanti all’ingresso. Ne serve un altro, un po’ prima. E poi non c’è quasi mai il vigile, né all’ora di entrata né quella di uscita. Per non parlare della segnaletica».

Del vigile, prova a farne le veci una custode: «Apro il cancello non più tardi delle sette e mezzo. Spingo i ragazzi nel cortile, perché non aspettino sul ciglio della strada». Per loro, come per qualunque altro pedone, in via dell’Arcovata si consuma la fine di un percorso infernale, che inizia in via Circondaria, su cui si affacciano, da entrambi i lati, i cantieri dell’Alta Velocità. Spiega la signora Silvana: «Qua è sempre stato un problema. Ora poi!». Secondo i residenti, infatti, la situazione si è aggravata da quando sono iniziati i cantieri. Sotto accusa è lo stato della strade. «Qua non c’è Renzi che tenga», commenta amareggiato un uomo anziano nel disperato tentativo di compiere, a piedi, il tratto che va dall’angolo con via Cironi fino, duecento metri dopo, all’angolo con via dell’Arcovata.

Mattia e Lorenzo partono da Piazza Tanucci e all’inizio di via Circondaria, sotto la ferrovia, vengono inghiottiti «da questo tunnel dove manca la luce e il marciapiede troppo stretto. E da un po’ di tempo non si sa più dove camminare». Secondo loro, come confermano tutti coloro che passano di qua, da almeno un mese ci sono continuamente lavori di Publiacqua. Sul lato dove c’era la Mukki Latte, è spuntata una lunghissima trafila di transenne. Tra queste e il marciapiede, evidentemente non più accessibile, è tutto un susseguirsi di buche e pozze. Si notano due aperture di almeno nove metri quadri. Colpa dei cantieri dell’Alta Velocità? Un nesso ribadito da ogni passante. A peggiorare il tutto, ci si mette qualche automobilista. Ne basta uno che parcheggi sul marciapiede opposto ai lavori di Publiacqua, all’ingresso del tunnel, per obbligare i pedoni a camminare dentro la carreggiata. «E’ una situazione non più tollerabile. Quantomeno, facciano rimuovere affari come quello», impreca una signora rivolta ad un Suv nero. Tra macchine sui marciapiedi, interventi di Publiacqua, assenza di semafori (fino a Viale Corsica) e di vigili, è evidente che il quadro necessita di un mutamento. Non c’è speranza che almeno gli interventi di Publiacqua possano finire? «Con la riparazione di queste tubature – spiega un operaio – siamo a buon punto». E poi? E poi, in segno di resa, alza un braccio rivolto non al cielo, ma al cantiere, che comincia a prendere forma, dell’Alta Velocità. In attesa che vengano presi provvedimenti, è assolutamente consigliabile attraversare via Circondaria soltanto al semaforo di Viale Corsica.

Fonte Corriere Fiorentino

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