Tav, lo scavalco di Castello non serve più. Bruciati 62 milioni di euro

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di Duccio Tronci

62 milioni buttati al vento. Lo scavalco di Castello, progettato inizialmente per dirottare a Santa Maria Novella i treni della linea ad alta velocità provenienti da Bologna, sarà con ogni probabilità una “cattedrale nel deserto”. Con la decisione dell’amministrazione di individuare la stazione provvisoria dell’alta velocità a Campo di Marte, diventa infatti inutile, quasi paradossale, la realizzazione dell’opera. E anche quando i lavori Tav saranno completati, indipendentemente da quale sarà la soluzione definitiva, lo scavalco potrà servire solo per quei pochi treni (se ci saranno) che passeranno da Santa Maria Novella. Si ripete così ancora una volta a Firenze il “refrain” secondo cui la Tav a Firenze non si sa ancora come si farà, però intanto si fa. Senza sapere quale sia il progetto più sensato.

Non è certo una novità per la storia dell’alta velocità italiana, che racconta di aumenti nei costi di circa il 300-400% in media. Ecco dunque che, alla fine, saranno anche di più i soldi sprecati per quest’opera: ai 62 milioni, intanto, vanno aggiunti ingenti costi accessori. La stessa cosa succede per i tempi di realizzazione: Ferrovie ha annunciato il termine per la fine 2010, ma le deroghe sul rumore sono già firmate fino al agosto 2011. Sì, perché i lavori per lo scavalco sono ormai in pieno svolgimento da febbraio. Lo sanno bene i cittadini della zona, che ogni mattina vengono svegliati dai rumori dei cantieri. Al riguardo, Arpat non ha ancora reso noti i dati sul rumore emersi dalle rilevazioni effettuate nella zona oltre dieci giorni fa. E’ dunque in buona compagnia l’area degli ex Macelli, in cui i lavori stanno proseguendo nonostante il progetto della nuova stazione di Foster (che dovrebbe sorgere proprio lì) sia messo in seria discussione dal sindaco Renzi.

Venerdì scorso la stessa Direzione Mobilità del Comune di Firenze, con una nuova determina, ha prorogato fino al 30 novembre i tempi in cui viale Corsica e via Circondaria potranno essere parzialmente isolate. Obiettivo: consentire l’abbattimento di due fabbricati. Le demolizioni non sono ancora partite, ma ogni momento, da adesso, potrà essere quello buono. E quegli edifici non sarebbero gli unici a rischiare l’abbattimento. Si teme per distruzioni che potrebbero rivelarsi inutili (oltre che dispendiose), così come si teme per il sacrificio degli alberi: alcuni sono già stati tagliati, e molti altri potrebbero essere abbattuti prima delle decisioni finali. Anche perché, al di là delle dichiarazioni di sani principi, una delibera che scongiuri gli abbattimenti non è mai stata firmata. E né il sindaco, né l’assessorato all’ambiente, sembrano intenzionati a dire “stop” ai lavori almeno fino alla decisione finale. Proprio per questo continua la mobilitazione nella zona: da ieri i comitati che si oppongono all’opera sono impegnati in voltantini informativi nei giardini di via Danti, davanti al liceo Da Vinci.

Intanto, sul Consiglio tematico sul nodo fiorentino dell’alta velocità, deciderà la riunione dei capigruppo di Palazzo Vecchio in programma domani. A molti non è andato giù il rinvio della discussione, inizialmente prevista per lunedì scorso. Il nodo sono sì i tempi per affrontare il tema (che senso avrebbe discutere quando Renzi avrà già definito tutto con l’Ad di Ferrovie Moretti?), ma anche quali e quanti saranno i “tecnici” chiamati ad intervenire: sono molti – forse troppi – gli esperti indipendenti che mettono in guardia sui possibili rischi del tunnel.

Il dettaglio – Sopra dovrebbero transitare i supertreni
UN CAVALCAVIA ALTO 15 METRI NEL CIELO DI VIALE XI AGOSTO

Lo scavalco di Castello fa parte del primo lotto di lavori per la realizzazione del nodo fiorentino dell’alta velocità. Secondo il progetto, si tratta di un cavalcavia ferroviario alto da terra circa 15 metri, che sorge sopra viale XI agosto. E’ di una struttura pensata per rendere indipendente il percorso dei treni ad alta velocità da quello ordinario. Due nuovi binari in questo modo collegano la linea proveniente da Bologna, normalmente diretta a Campo di Marte, per convogliarla su quella verso Santa Maria Novella. Rimangono attivi per il trasporto nazionale e regionale i due binari che conducono verso Campo di Marte, così come i normali interscambi. E’ così che nel periodo transitorio prima del completamento della stazione ai Macelli (previsto dal progetto per il 2014), si sarebbe potuta utilizzare Santa Maria Novella come stazione temporanea per la Tav. E’ proprio a Castello, il bivio da cui, secondo il progetto attuale, dovrebbe partire l’ipotetico tunnel che conduce alla nuova stazione di Foster. Una volta completati i lavori dell’intero nodo fiorentino della Tav, lo scavalco servirà soltanto per i treni superveloci che verranno dirottati a Santa Maria Novella.

[Fonte Nuovo Corriere di Firenze]

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