Tav, la conta dei danni. E sabato biciclettata di protesta

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di Tommaso Galgani, da l’Unità

Si sono ritrovati, in tantissimi, alla parrocchia di Santa Maria Mater Dei. E i cittadini di zone interessate dai lavori per la Tav (dalla realizzazione della stazione Foster ai Macelli allo Scavalco di Castello  hanno fatto la conta dei danni subiti. Un elenco impressionante, redatto dal comitato contro il sottoattraversamento dell’Alta Velocità. In diversi condomini di via Pescetti stanno apparendo crepe; la falda sotterranea sta sparendo e i pozzi di vari residenti si sono prosciugati; il sottopasso alle Tre Pietre è interessato da perdite di acqua dal soffitto; polveri e rumori imperversano nei cantieri; gli interventi rumorosi per lo scavalco dovrebbero iniziare la mattina alle otto, ma lo fanno già dalle sei. Il comitato si sente anche poco convinto dalle rassicurazioni del Comune sui testimoniali di stato. E in vista c’è anche un’altra assemblea mentre gli avvocati stanno studiando l’azione legale collettiva contro «un progetto sbagliato e pericoloso».

Per domani alle 15,30, inoltre è stata fissata la partenza (da piazza Signoria) di un corteo di protesta che poi si dirigerà, passando dal centro e dalla fortezza, verso i Macelli. Mentre lunedì in consiglio comunale, la consigliera di perUnaltracittà Ornella De Zordo farà un’interrogazione al sindaco Renzi «Cosa pensa di fare per tutelare gli abitanti di Castello, che stanno già subendo i primi danni causati dal cantiere dello Scavalco?». Sul fronte dei rischi della Tav annuncia battaglia anche il consigliere comunale Tommaso Grassi del Gruppo Spini.

0 Comments

  1. carlo

    Sono uno dei tanti cittadini che saranno interessati dal problema TAV. La mia impressione è che, nonostante le rassicurazioni delle FFSS, dell’Ing. Moretti (conferenza a Firenze di qualche anno fa) che magnificava l’opera e la sua utilità, le precauzioni che sono state prese (?) come i testimoniali di stato, ecc., questo progetto di sottoattraversamento sia stato a lungo tenuto nel cassetto ma in realtà poco approfondito perchè forze diverse imprenditoriali, politiche, amministrative pubbliche e private, abbiano poco valutato i problemi in quanto altri erano gli ineteressi della posta in gioco.
    Ho sentito parlare di pericolosità per falde acquifere, per il terreno non adatto a supportare il tunnel di cemento che galleggerà su un terreno alluvionale formando un blocco ai vasi comunicanti che interagiscono nel sottosuolo della città. Ho sentito parlare di polveri che inquineranno a lungo l’ambiente con evidenti ulteriori danni alla salute dei cittadini, ho sentito parlare di mancanza di vie di fuga in caso di incidenti che dovessero occorrere ai treni nel tratto del sottoattraversamento e ancora di costi elevatissimi per la realizzazione del progetto che, in questo periodo di “tiro della cinghia” mal si adatterebbero alle necessità di Firenze e del Paese.
    Di tutto questo e ancora di altro ho sentito parlare ma, nonostante ciò i lavori procedono e avanzano!
    Le mie domande, e non credo siano solo le mie, sono queste:
    1) chi è in grado di rispondere con dati comprovati ai dubbi che tale progetto fa sorgere;
    2) sono davvero stati fatti studi adeguati e prese le tutele per la salvaguardia dei cittadini? (fideiussioni subito esigibili per danni, abitazioni temporanee disponibili in caso di abbandono dell’alloggio, ecc., carotaggi sistematici e valutazioni geologiche, ecc.);
    3) questo sottoattraversamento è davvero utile o serve solo a far lavorare le megaditte appaltatrici e i subappalti connessi;
    4) se è stato detto che non si poteva fare una metropolitana a firenze perchè c’erano problemi questo progetto non ha gli stessi problemi?
    5) perchè firenze deve essere sconquassata da un progetto che ne blocca altri eventuali che la stessa città avrebbe o potrebbe voler portare avanti (parcheggi sotterranei, ecc.);
    e sorattutto

    6) quanta paura devo avere – io meschino interessato in primis dal progetto – di trovarmi a non avere più una casa dove posso vivere in modo salubre e chi mi difenderà se la mia casa dovesse essere seriamente lesionata e quali saranno i tempi?

    E’ brutto ipotizzare di trovarsi da soli a combattere con colossi come le società che realizzeranno il progetto…..in parole povere…io che non ho chiesto questo progetto, che non sono interessato a questa realizzazione ne all’alta velocità….che prezzo dovrà pagare per tutto ciò!?

    Non credo che le catastrofi, quando annunciate, si possano solo liquidare con un “beh questa è toccata a te…beccatela!”
    Grazie per l’attenzione:
    Un cordiale saluto.
    Carlo Biancalani

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