Tav, il disastro bolognese antipasto per i fiorentini

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di Valerio Varesi

A Bologna un palazzo evacuato battaglia su polveri e risarcimenti
La costruzione delle gallerie e della stazione sotterranea ha causato molti effetti collaterali
A 550 famiglie e quaranta attività commerciali sono andati 225 euro al metro quadrato
Per il muro di sostegno allo scavo 1.100 tiranti sotto le fondamenta delle case

Crepe nei muri, un palazzo evacuato, fogne saltate: la costruzione della stazione sotterranea dell´alta velocità a Bologna non è stata indolore.
In particolare per i cittadini di via Carracci, la strada maggiormente esposta al cantiere, ai fumi e alle polveri. Il problema più grave si è avuto l´estate scorsa quando un edificio con sei appartamenti è stato sgomberato precauzionalmente per un anno in seguito a preoccupanti crepe nei muri.
Nessun problema di staticità al momento dell´evacuazione, ma nemmeno certezze sull´evoluzione del fenomeno, al punto da indurre i responsabili delle Ferrovie a sistemare gli inquilini altrove. In precedenza il famoso architetto Mario Cucinella aveva deciso di lasciare il suo studio, sempre in zona Carracci, per la comparsa di numerose fessurazioni sui muri.
Nel corso dei lavori (iniziati nel 2005) i danni derivanti dall´enorme scavo profondo 30 metri, largo 60 e lungo 650, oltre che dalla realizzazione di due tunnel di circa sette chilometri sotto la città per il passaggio dei treni, sono venuti anche dalle polveri e dal rumore, quest´ultimo specie durante le lavorazioni estive nelle ore notturne.
Per ovviare, le Ferrovie hanno risarcito le famiglie più esposte (un centinaio) finanziando l´installazione di doppi vetri e condizionatori. Tutto ciò dal terzo piano in su perché per gli appartamenti più bassi è stata realizzata una barriera anti-rumore e anti-polvere, peraltro molto contestata dai residenti che l´hanno ritenuta inefficace. Risarcimenti anche per altre 550 famiglie e una quarantina di attività commerciali a cui sono andati 225 euro per ogni metro quadrato.
Ma oltre alle crepe, la realizzazione dell´enorme muro a sostegno dello scavo ha richiesto il montaggio di circa 1100 tiranti infilati nel sottosuolo sotto le fondamenta delle case. Il metodo usato con immissione di cemento ad alta pressione, ha provocato il crollo di vari tratti della condotta fognaria in mattoni lungo la via Carracci. Di conseguenza, molte cantine si sono allagate per le perdite. Danneggiati dallo scavo anche il liceo «Sabin» sulla vicina via Matteotti e il museo storico dell´«Atc», l´azienda trasporti cittadina.
La vicenda ha coinvolto il Comune che è intervenuto sia come parte lesa che come mediatore tra le Ferrovie e i cittadini. Anche perché gli scavi dei tunnel hanno arrecato problemi ad altri due palazzi in una zona più interna di via Carracci aprendo un altro contenzioso, mentre già si parla di un fabbricato, che ospita un negozio di mille metri quadrati, per il quale potrebbe essere necessario lo sgombero entro pochi mesi visti i danni strutturali.
L´ultimo fronte che ha contrapposto cittadini e Ferrovie è stato quello dell´inquinamento. Dai monitoraggi svolti nella zona dei cantieri è risultato un tasso di polveri sottili molto più alto rispetto a quello della centralina di porta San Felice posta a un centinaio di metri dai viali di circonvallazione. E di questi disagi si parlerà fino al 2011 visto che la data di ultimazione, prevista alla fine di quest´anno, è stata posticipata. Il comitato di cittadini «Carracci», in seguito a ciò, ha chiesto una maggiorazione dei risarcimenti per il tempo di lavorazione supplementare.

[Fonte Repubblica]

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