Tav, il cemento "proibito" della Tav sotterrato alle Piagge. Lo scopre l'Arpat

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Prima le amministrazioni addomesticano i cittadini raccontando loro come le grandi opere siano il progresso. Passata la festa, del progresso rimane ben poco e chi vive in periferia scopre di essere considerato una discarica.

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di Ilaria Ciuti

Rifiuti nelle terre da riutilizzare e dunque tali da non dover contenere, per legge, niente che sia classificato come rifiuto. La direzione ambiente del Comune è stata avvisata dall´Arpat che nel materiale derivato dagli scavi delle ferrovie nel Mugnone e trasferito in via Piemonte, alle Piagge, si sono trovati pezzi di cemento. E ciò nonostante si debba trattare esclusivamente di terre e rocce di scavo. Il cemento sarebbe dovuto andare in discarica. Invece lo si è trovato in almeno 10 cumuli da un migliaio di metri cubi l´uno già analizzati in via Piemonte. Adesso l´Arpat sta continuando le analisi per scoprire se in quella terra ci sono anche elementi contaminanti, come idrocarburi o metalli.

La presenza del cemento costituisce già un´irregolarità rispetto alla norma e, anche se l´Arpat tace, non è escluso nei prossimi giorni, se non fosse già partito ieri, un esposto alla magistratura. Oltretutto la presenza di anomalie nelle terre di risulta dei lavori ferroviari allarma anche in vista della quantità di smarino che deriverà nei prossimi mesi dai lavori per il sottoattraversamento dell´alta velocità e la nuova stazione. Tornando a via Piemonte, la direzione ambiente ha già chiesto spiegazioni alle ferrovie che, attraverso Italfer, devono fare il monitoraggio ambientale dei lavori di risagomatura del Mugnone, fatti per evitare i rischio idraulico in presenza della nuova stazione ai Macelli. Il protocollo annesso al progetto esecutivo prevede che nessuna terra di scavo esca dal cantiere senza essere stata analizzata. E le ferrovie hanno a suo tempo assicurato di farlo regolarmente. Ma gli abitanti di via Piemonte hanno lo stesso chiesto l´intervento dell´Arpat per analizzare la terra che arriva nell´area delle ferrovie ai bordi della strada dove prima coltivavano gli orti e dove le ferrovie costruiscono un terrapieno per farci il loro magazzino.

L´Arpat ha iniziato le analisi dal 23 aprile scorso. E ha subito scoperto il cemento fuori legge. «Sicuramente un errore c´è. Io non posso per ora sapere quale – dice il direttore della direzione ambiente di Palazzo Vecchio, Pietro Rubellini – Le possibilità sono due. O il cantiere di via Piemonte non è stato sorvegliato a dovere e qualcuno ne ha approfittato per usarlo come discarica abusiva. Oppure il cemento viene dagli scavi del Mugnone. Le ferrovie sostengono la seconda ipotesi, ma non per colpa di analisi non fatte. Sarebbero stati gli scavi alla confluenza tra il Mugnone e il Terzolle a rosicchiare indebitamente la paratia in cemento di rafforzamento delle rive». E´ possibile, spiega sempre Rubellini, che il cemento sia sfuggito nelle analisi che si fanno per legge attraverso la «quartatura», ossia dividendo ogni cumulo di materiale in quattro e selezionando un po´ di terra da ogni mucchio. Comunque avrebbe dovuto essere visto.

[Fonte Repubblica]

0 Comments

  1. PerUnaltracittà

    “Se non lo faranno le autorità competenti, presenteremo noi un esposto per denunciare la situazione”. E’ il commento di Adriana Alberici e Alberto Mega della Comunità delle Piagge, entrambi candidati nelle liste di “Per Unaltracittà”, che intervengono sulla vicenda della discarica di via Piemonte. Nell’area è stato ritrovato del cemento, ricavato dagli scavi operati per la messa in sicurezza del Mugnone, nell’ambito dei lavori per la realizzazione dei lavori del sottoattraversamento ad alta velocità di Firenze. La legge prevede che i terreni da riutilizzare (in questo caso per il tunnel) non possono contenere rifiuti (com’è invece il cemento).

    “La vicenda della discarica di via Piemonte – commentano – dimostra in tutta la sua evidenza due fra i più grandi problemi di Firenze: l’abbandono totale delle periferie, e l’approssimazione e pericolosità con cui si conducono le cosiddette ‘grandi opere’. Già da diversi giorni alcuni cittadini della zona ci hanno segnalato la presenza di questa discarica, che sorge proprio in un’area di proprietà delle ferrovie”.

    L’area di via Piemonte dove sorge la discarica si trova a 50 metri dalle case, ed è indicata dal piano regolatore come adibita ‘a servizi pubblici di quartiere ed in particolare a verde pubblico e sportivo’. “E’ paradossale poi che in questi giorni, a questa situazione di malagestione del territorio – aggiungono Alberto Mega e Adriana Alberici, quest’ultima candidata di “Per Unaltracittà” anche per la presidenza del Quartiere 5 – si contrapponga una politica di facciata che ha portato ad inaugurare ‘in pompa magna’ parchi fluviali, giardini pubblici e piste ciclopedonali”.

    “Tra cartelli non esposti, poco chiari, in mezzo a tante ambiguità sulle autorizzazioni concesse –
    proseguono i due candidati piaggesi – è evidente che nella discarica si trovino terre di scarico che contengono rifiuti anche pericolosi. Per questo chiediamo che: si faccia chiarezza sul progetto delle ferrovie e sulle autorizzazioni rilasciate dal Comune di Firenze; si fermi immediatamente lo scarico dei materiali provenienti dal Mugnone; si provveda al più presto a bonificare l’area, che tra l’altro comprime ulteriormente il valore immobiliare delle abitazioni in una zona già vessata dall’amianto dell’ex Stabilimento Gover, dal cattivo odore della Goricina, oltre che dal transito degli aerei; si ripristini la destinazione originaria di ‘verde pubblico di quartiere’ prevista dal piano regolatore”.

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  2. roberto

    Se non lo fartete voi, le autorità competenti non faranno un bel nulla.
    Cosa gliene frega dei ritrovamenti di cemento. Non è mica un cadavere!
    Avevo ieri sera provato ad inviare una specie di articolo alla redazione di un’altracittà, ma mi rendo conto che non essendo io un giornalista ed essendo preso dalla foga e dalla passione di dire tutto quello che mi passa per la mente, forse fanno bene a mettermi in “osservazione”, prima di pubblicare i miei commenti; (figuriamoci se un mio commento può essere valutato come articolo!)
    Avevo, a proposito di cementificazione del torrente Mugnone, argomentato in questi termini:

    Povero Mugnone e povera città di Firenze!
    Ci stanno mettendo in sicurezza l’alveo del Mugnone, per metterci le rotaie della linea due?
    Con la scusa di metterlo in sicurezza ho l’impressione che lo stiano per asfaltare!
    Dopo aver assistito negli anni 60 alla cementificazione dell’alveo dei torrenti, (mi pare che imperversasse all’epoca un ministro DC con il cognome ed il comportamento affine a quello del ministro Gasparri,), il quale, da una parte aveva rimesso in moto il mercato dell’edilizia, ma dall’altro, aveva gettato le basi per aumentare la pericolosità dei corsi d’acqua, i quali non avendo servofreno, con i cambiamenti climatici in atto, sempre più andavano assumendo caratteristiche e comportamenti schizofrenici.
    I torrenti sono delle vere e proprie arterie, pulsanti di vita, che da sempre viaggiano all’interno delle nostre aride e impestate città.
    Dovremmo proteggerli e salvaguardarne l’esistenza perché sono fondamentali ; ci aiutano a capire quanta distanza esiste fra l’essere umano e il manichino che è in ognuno di noi, soggetto com’è a continui raptus di follia.
    Siamo presi dalla frenesia di fare acquisti, andare in farmacia ad accaparrarci borsate di medicinali indispensabili per la nostra sopravvivenza e non vediamo l’ora di tornare a chiuderci in casa per guardare le televisioni .
    Non spendiamo un attimo del nostro tempo prezioso per affacciarci dal ponte che stiamo attraversando.
    Troviamo del tutto superfluo guardare quel piccolo universo di esseri e di piante che sopravvivono, malgrado i veleni che ci scarichiamo dentro.
    E non vogliamo ammettere che il nostro universo potrebbe anche ridursi e perfino assomigliare a quel rigagnolo di acqua che passa all’interno del nostro quartiere.
    E’ meglio non vedere cosa succede là sotto; ci potrebbero essere delle talpe, delle nutrie o anche dei barboni.
    E’ tardi ; dobbiamo scappare a casa.
    Non vediamo l’ora che il torrente venga intubato e che attraverso alle sue sponde vengano piazzati dei bei travetti in cemento armato, così poi sopra ci si potrà anche parcheggiare la nostra preziosa automobile!
    Resto n attesa dell’inevitabile sentenza: il suo messaggio è in attesa di moderazione!

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