Tav, il 5 dicembre inaugurata la Firenze-Bologna. Parte la contestazione

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I mille chilometri di alta velocità da Salerno a Milano saranno completati. No Tav, ora arrivano i «rinforzi» Dalla Val di Susa per protestare. Il 5 dicembre taglio del nastro per la Bologna-Firenze. Contestazioni unitarie dei comitati per l’inaugurazione.

Sezione dell'Appennino Tosco-Emiliano
Sezione dell'Appennino Tosco-Emiliano

di Daniela Corneo

Gli inviti alle istituzioni in realtà sono già stati mandati, ma la data non è ancora stata ufficializzata dalla Ferrovie. E l’attesa nel dare il calendario preciso e il programma della giornata forse non è casuale, visto che i comitati no Tav, da Nord a Sud, sono già in fermento da un po’ e stanno chiamando i rinforzi per la giornata del «taglio del nastro» dei mille chilometri di Alta velocità da Salerno a Milano. Che, a meno di cambiamenti improbabili dell’ultim’ora, dovrebbe essere il prossimo 5 dicembre e dovrebbe vedere tra gli ospiti d’onore anche il premier Silvio Berlusconi. Tappa intermedia, tra le altre, Bologna. Dove per il Comune dovrebbe salire il sindaco Flavio Delbono, così come a Firenze dovrebbe salire il sindaco Matteo Renzi. E allora il fronte anti-Tav di Bologna ha chiamato in soccorso non solo Firenze, ma anche la Val di Susa. Firenze e la Val di Susa, sede del comitato più attivo in assoluto in tutto il Paese, hanno risposto: manderanno ciascuno il loro piccolo «esercito». E nei prossimi giorni dovrebbero rispondere anche tutti i comitati sparsi per l’Italia che nel frattempo sono stati allertati dall’associazione «Idra» di Firenze presieduta da Girolamo Dell’Olio.

LA PROTESTA – Bologna, dove si inaugurerà la linea veloce da Firenze, e Torino, dove dalla stazione di Porta Nuova verrà dato il via alla linea Tav per Milano, dovrebbero quindi essere i punti più «caldi» della protesta del 5 dicembre. Niente di eclatante o di turbolento, promettono i comitati. Basterà la presenza massiccia dei contrari. A cui si stanno aggiungendo anche le associazioni dei pendolari che dal nuovo orario che entrerà in vigore il 13 dicembre si ritengono ulteriormente penalizzati. A Torino il sodalizio è già stato sancito, a Bologna i pendolari non hanno ancora dato il via alle consultazioni, ma probabilmente sceglieranno di defilarsi, per dare più forza alle loro posizioni. «Il nostro comitato — dice Dino Schiavoni, presidente del comitato no Tav di via Carracci — appoggia qualsiasi tipo di protesta civile e democratica: non capiamo cosa ci sia da festeggiare. Hanno rispettato i tempi? Sono rimasti dentro i tetti di spesa? Hanno rispettato l’ambiente? La sicurezza nella galleria Bologna-Firenze sarà garantita? Non ci pare. Se il sindaco salirà su quel treno il giorno dell’inaugurazione, almeno faccia presenta a chi di dovere le problematiche più serie che riguardano Bologna». In effetti l’assessore alla Mobilità Simonetta Saliera qualche settimana fa si era già espressa in modo critico sulla mancanza di una galleria di sicurezza tra Bologna e Firenze. I no Tav guidati da Schiavoni chiedono che l’amministrazione non arretri da quella posizione, ma che la porti avanti con forza con lo Stato e con Rfi.

DALLA VAL DI SUSA – I ribelli della Val di Susa, che il giorno dell’inaugurazione si divideranno tra Torino e Bologna, appoggiano in pieno la battaglia delle Due Torri. «Quello che stanno subendo i bolognesi — dice il capopopolo della Val di Susa, Alberto Perino — è quello che noi paventiamo da vent’anni a questa parte: quello che dicevamo noi lo dicevano e lo dicono esperti nazionali». A Bologna i no Tav più famosi d’Italia verranno anche per far sentire la loro voce sulla galleria: «Manca la galleria di sicurezza e mancano le finestre: mi auguro vada sempre bene, ma io quel treno non lo prenderò mai, la morte del topo non la voglio fare». Anche perché, dati geologici (recenti) alla mano che raccontano di un sisma di magnitudo 3.3 avvenuto sull’Appennino tosco-emiliano all’alba del 9 novembre scorso, Perino aggiunge: «La dorsale appenninica è ad alto rischio sismico: se in galleria si incrociano due treni durante un evento sismico che può succedere?».

[Fonte Corriere di Bologna]

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