Tav, i lavori sono illegittimi. La denuncia di De Zordo alla Procura, Ministero e Unione europea

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Una “verifica di ottemperanza” e di rispondenza al progetto del tunnel fiorentino per l’alta velocità. A chiederla è Ornella De Zordo, in una lettera indirizzata al Ministero dell’Ambiente e alla Commissione Europea – soggetti competenti per la materia in oggetto – oltre che all’Osservatorio Ambientale del Comune di Firenze. La richiesta di verifica di eventuali irregolarità è stata indirizzata, per conoscenza, anche alla Procura della Repubblica di Firenze.

Il tribunale di Firenze

Il tribunale di Firenze

“Da tempo denunciamo la scelleratezza di questo progetto – dice Ornella De Zordo – adesso abbiamo sollevato un problema legato alla volontà di accelerare i tempi manifestata da Comune, Regione e dalle ditte incaricate dei lavori. Dopo una inascoltata diffida alle autorità competenti a far partire i lavori, siamo costretti adesso a rivolgerci al Ministero e alla Commissione Europea, e ad informare anche la Procura, per le verifiche su eventuali irregolarità nelle procedure dei lavori. Non si possono far partire dei lavori che non sono conformi alle indicazioni e ai passaggi previsti dal progetto. Chiediamo per questo che si assuma ogni provvedimento necessario per sospendere le attività propedeutiche alla installazione dei cantieri”.

In particolare la “verifica di ottemperanza” presentata denuncia il fatto che le azioni messe in atto per i lavori non corrisponderebbero né ai criteri previsti dal progetto di Via (valutazione d’impatto ambientale), né alla pronuncia di compatibilità ambientale (che presenta prescrizioni sullo stesso progetto di Via). Inoltre le varianti apportate al progetto hanno mutato la sostanza del progetto originario per quanto riguarda la cantierizzazione, e violato le prescrizioni sia regionali che ministeriali. In più, queste variazioni e violazioni sono contenute nel progetto posto a base di gara, oltre che approvate almeno in due occasioni dall’Osservatorio Ambientale e dagli enti locali.

La richiesta, inoltre, riguarda sì la rispondenza al progetto, ma anche la cantierizzazione dell’opera – con particolare riferimento alla viabilità di cantiere e alle interferenze con la viabilità pubblica – oltre che l’impatto sulle acque sotterranee. L’affermazione di Rfi sull’incidenza dell’opera paragonabile alla variazione stagionale della falda sembra contraddire quanto prescritto in sede di approvazione del progetto definitivo, e questo mette in discussione la sicurezza generale dell’opera, data la delicatezza dell’argomento.

“Nel progetto passato alla valutazione d’impatto ambientale era prevista la movimentazione dei materiali di cantieri esclusivamente via ferrovia. Invece, la viabilità ordinaria della città sarà interessata da centinaia di mezzi pesanti ogni giorno – continua De Zordo – chi si assume oggi la responsabilità di procedere su questa strada sarà chiamato domani a risponderne. E’ notizia di questi giorni, inoltre, che gli edifici a rischio per gli scavi saranno molti di più. La storia dell’alta velocità in Italia e in Toscana dovrebbe aver almeno insegnato a mettere in guardia dalle rassicurazioni che i soggetti interessati ai lavori forniscono. Esternazioni che spesso si sono dimostrate del tutto inaffidabili”.

[Fonte perUnaltracittà]

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