Tav, Firenze-Bologna in mezz'ora. Ma per 60km di galleria nessuna sicurezza

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Tunnel TAV a rischio: Firenze chiama, Bologna risponde.
Il Comune di Bologna conferma: “Tutto questo non può funzionare”.

L'Informazione di Bologna
L'Informazione di Bologna

A quattro settimane esatte dall’apertura all’esercizio commerciale dei 73 km di tunnel ferroviario TAV fra Firenze e Bologna, con nuovi punti interrogativi a carico del servizio pendolari, la stampa di Bologna rilancia l’allarme di Idra. L’assessore alla Mobilità del Comune di Bologna, Simonetta Saliera, nelle settimane scorse ha scritto al Prefetto di Bologna “per ribadire la preoccupazione dell’Amministrazione Comunale di Bologna, già espressa dai nostri tecnici (…), in merito all’inaccessibilità dei mezzi di soccorso alle piazzole di emergenza delle due gallerie di interconnessione “Direttissima – Alta Velocità” e alla Galleria principale “Pianoro Nord”, tutte situate in territorio di Bologna, in zona “Bastia”, attraverso la rete viaria esistente”! E martedì scorso, nel corso dell’ultima riunione del tavolo prefettizio -leggiamo su L’Informazione a firma di Marco Merlini – è tornata alla carica: “In questo momento i soggetti coinvolti stanno elaborando un piano di soccorso in caso di emergenza. Noi abbiamo ribadito che i percorsi di accesso previsti non sono i migliori, anzi non sono affatto adeguati: con questo quadro, in caso di incidente, i mezzi di soccorso sono costretti a percorrere due chilometri in più a salire e altrettanti a scendere per raggiungere i punti di accesso. Tutto questo non può funzionare.

Che dire poi dei 60 km di tunnel sprovvisti di una galleria parallela per le emergenze? I soccorsi potranno arrivare unicamente dall’alto, da discenderie che presentano pendenze fin oltre il 13% e con distanze l’una dall’altra fin oltre 5 km.

È inimmaginabile – ribadisce Idracome, chi e che cosa sarà possibile salvare se là sotto si verificherà un deragliamento o una collisione. O un attentato.

Idra ne ha scritto a una quantità di autorità istituzionali. Anche al più alto responsabile delle Ferrovie, l’ing. Mauro Moretti, il 31 agosto scorso: “Come si pensa di gestire nei 60 km di galleria mono-tubo TAV fra Bologna e Firenze sprovvisti del tunnel parallelo di soccorso, dotati di finestre di uscita distanti chilometri e con pendenze fin oltre il 13%, la sicurezza della linea, delle degli utenti e dei lavoratori in caso di incidente, deragliamento, collisione o atto terroristico?”. A quella lettera raccomandata, anticipata via fax e per posta elettronica, non è mai arrivata una risposta…

Fonte Idra

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