Tav, ecco "Firenze Novella", la stazione dalla parte dei fiorentini e non di chi specula

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Il rendering del progetto "Firenze Novella"

“Firenze Novella”, una stazione capace di rispondere ai bisogni di “mobilità” dei fiorentini e non a quelli “economici” delle imprese del sistema delle Grandi Opere oggi sulle prime pagine di tutti i giornali.

A progettarla un gruppo di studio formato da docenti universitari, urbanisti, architetti e ingegneri che studiato approfonditamente la questione dell’attraversamento Alta Velocità nell’area fiorentina su sollecitazione di abitanti, comitati di cittadini, associazioni ambientaliste, ecc..

[TAV Firenze – analisi e alternative, scarica qui il documento]

In particolare il gruppo di studio che ha sede presso la Facoltà di Architettura dell’Università di Firenze, ha analizzato la proposta di sottoattraversamento della città con un doppio tunnel di circa 7,5 chilometri di lunghezza, la stazione sotterranea nell’area dei Macelli e il cosiddetto “scavalco” tra Castello e Rifredi.

Le conclusioni hanno evidenziato la scarsa qualità della progettazione stessa così tanto apprezzata da Regione Toscana e Ferrovie, l’elevato rischio ambientale e idrogeologico delle opere progettate e i rilevanti costi, che certamente subiranno un escalation durante i cantieri. Il rapporto auspicava l’abbandono del progetto di sottoattraversamento per elaborare una proposta meno impattante di passaggio in superficie. Nasce così “Firenze Novella”.

Lo scorso anno a Firenze, su sollecitazione di abitanti, comitati di cittadini, associazioni ambienta-
liste, ecc. si è costituito, presso la Facoltà di Architettura, un gruppo di studio formato da docenti
universitari, urbanisti, architetti e ingegneri che hanno sottoposto a verifica tecnico-scientifica il
progetto dell’Alta Velocità nell’area fiorentina. In particolare il gruppo di studio ha analizzato la
proposta di sottoattraversamento della città con un doppio tunnel di circa 7,5 chilometri di lun-
ghezza, la stazione sotterranea nell’area dei Macelli e il cosiddetto “scavalco” tra Castello e Rifredi.
Le conclusioni, contenute in un rapporto pubblicato nel giugno 2007, cui rimandiamo per gli ap-
profondimenti, hanno evidenziato la scarsa qualità della progettazione stessa, l’elevato rischio am-
bientale e idrogeologico delle opere progettate e i rilevanti costi. Il rapporto auspicava l’abbandono
del progetto di sottoattraversamento per elaborare una proposta meno impattante di passaggio in
superficie.

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