18 settembre 2018

TAV, De Zordo: "Se la 'talpa' è pronta, non potrà comunque scavare"

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Riceviamo e pubblichiamo

il tracciato del tunnel

“Apprendiamo con stupore che la ‘talpa’ per scavare i tunnel  dell’Alta Velocità sotto la città di Firenze sarebbe prossima all’arrivo e che si aspetta a breve l’inizio dello scavo. Forse la Coopsette non sa – e in tal caso ci permettiamo di informarla – che  il materiale scavato è classificato come rifiuto speciale: ormai tutti sono concordi su questo aspetto, ARPAT, Regione Toscana, ISPRA, Ministero dell’Ambiente. La questione è di fondamentale importanza: in quanto rifiuto speciale, lo smarino prodotto dalla fresa non potrà essere portato a Santa Barbara come previsto, ma dovrà essere opportunamente trattato a norma di legge.

I problemi sono di vari ordini: dove trovare una discarica controllata e autorizzata per oltre 3 milioni di metri cubi di rifiuti speciali? Quale sarà alla fine  il costo dell’operazione, destinato a lievitare in modo esponenziale, dato che lo smaltimento di rifiuti speciali è costoso? Sarà necessario di conseguenza un nuovo piano finanziario dell’opera: chi e in che modo coprirà i nuovi costi? Aspettiamo risposte serie  e chiare a questi interrogativi, che rendono l’opera sempre più assurda. Non vorremmo che, con un gioco di prestigio all’italiana, il Ministro Prestigiacomo cambiasse per decreto la natura del “rifiuto”, come si sente dire. Anche nel paese delle mille leggi ad personam sarebbe troppo. A questo punto l’unica certezza è che non si potrà scavare neanche un centimetro del tunnel senza prima aver chiarito tutto riguardo la destinazione dello smarino, pena una immediata denuncia per traffico di rifiuti. Si informi bene Coopsette prima di portare una fresa che non potrà essere utilizzata: in questa vicenda le norme sono già state calpestate troppe volte, non sarebbe tollerabile una ulteriore forzatura.

Quanto alle parole del Sindaco Renzi, prendiamo atto che ha fatto pace con Moretti, amministratore di Ferrovie, a suon delle migliaia di metri cubi da realizzare nelle aree ferroviarie inserite nel Piano Strutturale (alla faccia dei volumi zero). Non abbiamo in verità mai pensato che si mettesse contro interessi di tale portata, dopo qualche esternazione di facciata si è prontamente adeguato. A futura memoria gli ricordiamo comunque che qui quello che manca sono proprio le adeguate garanzie ambientali, mentre quello che certamente c’è sono gli interessi non dei cittadini ma di potenti lobby. Ognuno poi sceglie da che parte stare”.

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