10 dicembre 2018

TAV, aspettando la talpa

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di Duccio Tronci

Il più rilevante inquinamento ambientale che abbia mai interessato la Toscana”. è la definizione che hanno dato i giudici al disastro causato dai lavori per la Tav in Mugello, un danno erariale di 700 milioni di euro segnalato dalla Guardia di Finanza alla Corte dei Conti. Ora, il sottoattraversamento per l’alta velocità di Firenze, rischia di fare danni anche più gravi. Ma la talpa sta per entrare in azione. Impietosa. Ferrovie e Regione avevano annunciato già per aprile la partenza dei lavori. Che non potesse avvenire così presto era chiaro: mancava il progetto esecutivo, così come manca la valutazione dell’Osservatorio Ambientale. Sono tanti, infatti, i vizi che mostra l’opera. A dimostrarlo una verifica di ottemperanza a Ministero dell’Ambiente e Commissione Europea presentata da Ornella De Zordo, che denuncia l’illegittimità di far partire lavori così pesanti, senza il rispetto delle procedure necessarie per evitare i rischi. Di ciò è stata informata anche la Procura di Firenze. Ora la palla passa al neo-sindaco Renzi, che intorno alla metà di luglio dovrebbe decidere se lasciare il via libera allo scempio o rivedere il progetto. “Se tutto andrà liscio i lavori del tunnel e della stazione potrebbero terminare nel 2014. Lo scavalco di Castello già nel 2010”, dicono le ferrovie. Le ruspe incombono, c’è fretta di iniziare, mentre i cittadini iniziano a capire e a mobilitarsi, per fronteggiare il pericolo che costituiscono i lavori del tunnel di 7 km, l’ultimo tratto mancante della linea ferroviaria ad alta velocità Milano-Napoli. Inquinamento causato dai camion che passeranno per i cantieri, rischi per il traffico, per gli edifici, per la falda acquifera. Gli esperti mettono in guardia anche su possibili pericoli per una città patrimonio dell’Unesco: cedimenti del terreno si sono già verificatisi a Bologna, dove lavori simili ma più semplici hanno provocato importanti crepe alle abitazioni. Molte famiglie sono state costrette per questo all’evacuazione. E i dubbi sul progetto riguardano anche la spesa: l’opera costa 700 milioni, ma la cifra totale sarà intorno al miliardo e mezzo. 800 milioni necessari “per la direzione generale e i vari organi di verifica”, come spiega Marco Rettighieri, direttore dei programmi di Rfi per il nord ed il centro Ita- lia. Proprio niente male. Sono in tanti quelli pronti a scommettere che alla fine i costi totali – così come i tempi – saranno molto più dilatati, come insegna la storia dell’alta velocità in Italia. I comitati non mollano denunciando la dannosità dell’opera in un doppio video informativo visibile dal sito www.notavfirenze. blogspot.com. Rilanciano così l’ipotesi dell’attraversamento di superficie dell’alta velocità, meno costosa, più snella, meno impattante. Vigila, come sempre, anche Idra, che ha lanciato una petizione per scongiurare – almeno fino a quando non ci sarà l’approva- zione definitiva del progetto del tunnel – l’ennesimo scempio di alberi: 163 piante saranno presto abbattute nell’area ex Macelli per i lavori della nuova stazione Alta Velocità. Per la sua costruzione dovranno respirare smog e polvere anche i bambini della scuole materna ed elementare Rodari di viale Corsica e “Rosai-Calamandrei” di via dell’Arcovata, recentemente sopostata proprio per consentire la realizzazione della nuova stazione nell’area ex Macelli. Almeno per loro, si attende la soluzione “tampone” di un trasferimento temporaneo.

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