18 dicembre 2018

Tav, arrestata la Lorenzetti. Il progetto va fermato e il Pd ha un problema

image_pdfimage_print

oltre 500 pagine,  i reati ipotizzati: corruzione e associazione per delinquere. Con la Lorenzetti sono state arrestate altre cinque persone.

A pochi giorni di distanza dalle improvvide dichiarazioni di Rossi e Renzi sulla “prossima” riapertura dei cantieri fiorentini dell’Alta Velocità, arrivano notizie allarmanti sul fronte dell’inchiesta giudiziaria che, forse qualcuno lo dimentica, è in pieno svolgimento. Ed evidentemente il quadro si fa più grave, visti i 6 arresti di cui si è avuta notizia stamattina, fra i quali Mariarita Lorenzetti, figura di spicco del PD e presidente Italferr. E poi responsabili delle ditte coinvolte, componenti della Commissione VIA e delle autorità di vigilanza”, ha detto Ornella De Zordo, consigliera comunale di perUnaltracittà. “Una situazione – ha continuato – che non può che portare al blocco dei cantieri: è folle solo ipotizzarne la ripresa dei lavori in un simile clima: il PD che governa la regione e la città dovrebbe seriamente ripensare scelte disastrosamente errate, che non solo non danno risposte adeguate ai bisogni dei cittadini e alle esigenze infrastrutturali della rete ferroviaria, non solo risultano inutilmente impattanti sull’ambiente, ma rischiano di alimentare il malaffare utilizzando le poche risorse pubbliche rimaste, ponendo anche seri interrogativi sulla sicurezza dell’opera stessa”.

monnalisaLe indagini sul passante ferroviario fiorentino dell’alta velocità e sui cantieri presero le mosse da un’inchiesta della Procura di Firenze il 17 gennaio scorso. In quell’occasione, vennero eseguite perquisizioni in tutta Italia e furono indagate 31 persone, fra cui la presidente di Italferr ed ex presidente della regione Umbria, Maria Rita Lorenzetti. I reati contestati furono truffa e corruzione. Due i filoni principali: il primo riguardo’ l’ipotesi di illecito smaltimento dei fanghi; l’altro la scarsa sicurezza dei materiali e dei macchinari, primo fra tutti la grande trivella con cui si sarebbe dovuto costruire il tunnel. La Procura di Firenze ipotizzo’ l’utilizzo di materiale scadente e pericoloso per la costruzione delle gallerie. In particolare, sarebbero stati utilizzati materiali ignifughi di bassa qualita’, probabilmente allungati con acqua, e che avrebbero messo a rischio la sicurezza della galleria stessa. La fresa ‘Monnalisa’, utilizzata per gli imponenti scavi venne sequestrata dai carabinieri del Ros, perche’ secondo l’accusa sarebbe stata costruita con guarnizioni non in grado di sostenere la pressione dello scavo. Per questo, fra i reati ipotizzati dalla magistratura del capoluogo toscano, si trovano l’associazione a delinquere, truffa, corruzione, gestione e traffico illecito di rifiuti, abuso d’ufficio e violazione delle norme paesaggistiche.

Sul filone dell’indagine relativa ai rifiuti, una delle ipotesi dei pm fiorentini, condotta dal procuratore capo Giuseppe Quattrocchi e affidata ai pubblici ministeri Giulio Monferini e Gianni Tei, e che fra le ditte che smaltivano i fanghi e le acque nei cantieri del nodo fiorentino della Tav, una, del casertano, avrebbe avuto legami con la criminalita’ organizzata, in particolare con il clan dei Casalesi. L’intera inchiesta sarebbe partita proprio da un accertamento del Corpo Forestale dello Stato e dell’Arpat sullo smaltimento dei fanghi e delle acque dei cantieri. Secondo l’accusa, le ditte incaricate della raccolta, del trasporto e dello smaltimento in discarica, fra cui quella del casertano, si sarebbero spartite, accordandosi fra loro, il quantitativo dei rifiuti. Nell’inchiesta, tra gli indagati anche il general contractor dell’opera, la Novadia, l’azienda che ha vinto l’appalto per la costruzione del tunnel da Campo di Marte a Castello, lungo circa 7,5 km, e della stazione sotterranea del passante ferroviario fiorentino dell’alta velocita’.

Il progetto alternativo elaborato dal Comitato NoTunnelTav di Firenze

0 Comments

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *