Tav a sorpresa! L'assoluzione non vale per i 27 imputati del Mugello.

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Riparte il processo per i danni TAV in Mugello: la Cassazione corregge la sentenza di appello. Idra plaude ma riflette sui ritardi del sistema-giustizia.

“E meno male!”, commenta Idra, l’associazione di cittadini semplici, parte civile nel processo TAV per i danni in Mugello e a Monte Morello, che dal 1994 contesta la “grande opera” mangia-legalità, la sua massacrante architettura finanziaria, la spavalda disinvoltura con cui una classe politica trasversale ancora oggi fortissimamente vuole imporla al Paese.

Meno male! Ma ancora male, appunto, se si pensa a un sistema-giustizia-carrozzone che, a distanza di 15 anni dai primi danni conclamati causati dalla TAV all’ambiente dell’ecosistema appenninico, che non ha risparmiato Siti di Importanza Comunitaria tutelati (a parole) dall’Europa, non si mostra in grado di emettere un giudizio definitivo.

Idra accoglie comunque con soddisfazione e gratitudine il pronunciamento della suprema Corte, che serva da monito quanto meno ai patron delle altre TAV d’Italia, a partire da quella progettata sotto la città UNESCO chiamata Firenze. Una TAV solo apparentemente avversata dal sindaco Matteo Renzi, che il 3 agosto 2011 ha pensato bene di chiedere in contropartita al sottoattraversamento di Firenze e alla faraonica stazione Foster – secondo una logica compensativa rivelatasi perdente dappertutto! – 80 milioni di euro cash (mai ricevuti?).

Questa classe politica (di cui il sindaco di Firenze Matteo Renzi appare membro a tutto tondo) ha portato Firenze sull’orlo di uno scavo ciclopico che da tempo paventiamo sia destinato a rimanere incompiuto. Sulle procedure di attuazione del progetto, la magistratura inquirente ha ipotizzato – secondo quanto è comparso sugli organi di informazione – la presenza di reati inquietanti (materiali pericolosi e di scarsa qualità, macchinari inadeguati, truffa allo Stato, frode, corruzione, con l’ombra della camorra sullo smaltimento dei rifiuti e il sospetto di favori negli appalti alle Coop rosse). Questo, prima ancora che lo scavo cominci!

Questa stessa classe politica insiste a volere decine di km di tunnel, valichi e corridoi di dubbia utilità in Val di Susa, fra Milano e Genova, fra Verona e Monaco, fra Venezia, Trieste e Lubiana. Ma non è così che si mettono a posto i conti, ribadiamo! L’Italia ha bisogno di treni per milioni di pendolari, risanamento idrogeologico, tutela e valorizzazione dei beni culturali e ambientali, sistema formativo e sanitario all’altezza dei bisogni e della dignità di un paese civile!

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L’articolo di Repubblica Firenze sulla vicenda: “Tav, cancellate le assoluzioni per discariche e traffico di rifiuti. La Cassazione: danni in Mugello, nuovo processo per i 27 imputati”

di Franca Selvatici

Dovrà essere nuovamente celebrato in corte di appello il processo per i danni causati al territorio del Mugello dai lavori di costruzione della linea di alta velocità ferroviaria Firenze – Bologna. La Corte di Cassazione ha infatti annullato in parte la sentenza della corte di appello di Firenze che il 27 giugno 2011 aveva cancellato le condanne inflitte in primo grado a 27 imputati, fra cui i vertici del Consorzio Cavet, controllato da Impregilo, che ha realizzato la tratta ferroviaria di 79 km, di cui 73 in galleria, fra Firenze e Bologna, finiti sotto processo per illecito smaltimento delle terre di risulta degli scavi e dei fanghi di lavorazione, per traffico di rifiuti e per i danni al territorio e ai corsi d’acqua. Accogliendo in parte il ricorso dei pm Giulio Monferini e Gianni Tei, la Cassazione ha annullato la sentenza di appello che aveva dichiarato prescritti i reati di gestione abusiva di discariche e aveva assolto nel merito gli imputati accusati di omessa bonifica delle discariche e di traffico organizzato di rifiuti. Ora una nuova sezione della corte di appello dovrà riesaminare i fatti. L’avvocato Nino D’Avirro, che difende numerosi imputati del Cavet, si riserva di commentare la decisione della Suprema Corte dopo aver letto le motivazioni. Per effetto di questo rinvio, i giudici fiorentini si troveranno a riesaminare le accuse contro l’esecuzione dei lavori della Tav in Mugello mentre la procura, con gli stessi pm Monferini e Tei e con il Ros Carabinieri, sta indagando sui lavori di costruzione del tunnel dell’alta velocità ferroviaria a Firenze, gestiti dal Consorzio Nodavia controllato da Coopsette.

In primo grado, il 3 marzo2009, il giudice Alessandro Nencini aveva condannato 27 imputati a pene comprese fra i 5 anni di reclusione (inflitti ai vertici del Consorzio Cavet) e i 3 mesi di arresto. In sentenza il giudice scrisse che i lavori dell’alta velocità ferroviaria in Mugello erano responsabili del più rilevante inquinamento ambientale che avesse mai interessato la Toscana e che era stata commessa «una quantità enorme » di reati ambientali — inquinamento di vastissimi terreni agricoli, di pascoli, di boschi, di falde acquifere — per effetto «di una sistematica e ripetitiva violazione delle norme poste a tutela della salute pubblica». E se i dirigenti del Cavet rivendicavano «con orgoglio di aver eseguito un’opera pubblica mai realizzata prima», il giudice osservava amaramente: «Come se l’esecuzione di un’opera pubblica di estremo rilievo e complessità tecnica dovesse prescindere dal rispetto della legge o, per meglio dire, non potesse essere eseguita nel rispetto dei diritti delle popolazioni ». Secondo il giudice Nencini, i dirigenti e i tecnici del Cavet avevano operato nella «assoluta ignoranza, o ritenuta irrilevanza, delle norme prudenziali e di legge, soprattutto in tema di discariche di rifiuti».

I danni complessivi inflitti al Mugello sono stati valutati in 741 milioni di euro. In alcune aree sono stati dispersi fanghi sterili, da cui non possono nascere piante. Particolarmente drammatici, per un territorio ricchissimo di acque, gli effetti degli scavi sui fiumi. Secondo le accuse, sono stati disseccati o gravemente impoveriti 81 corsi d’acqua, 37 sorgenti, 30 pozzi e 5 acquedotti. In alcune zone è morta la vegetazione. Le falde acquifere sono sprofondate di 200 metri, perché sono state realizzate gallerie drenanti prive di sistemi di raccolta e di convogliamento delle acque verso l’esterno. Fino a pochi anni fa in Mugello l’acqua si attingeva dalle sorgenti o dai pozzi; ora gli acquedotti devono andarla a cercare in profondità. Tuttavia — sembra quasi un controsenso — le assoluzioni per i danni ai corsi d’acqua sono divenute definitive, in parte perché i reati sono stati dichiarati prescritti, in parte perché i danneggiamenti sono stati ritenuti colposi e perciò non costituenti reato. Però molti imputati e il Consorzio Cavet, citato come responsabile civile, sono stati condannati a risarcire il Ministero dell’Ambiente, la Regione Toscana, la provincia di Firenze, i Comuni di Borgo San Lorenzo, Firenzuola, Scarperia, Vaglia e San Piero a Sieve, la Comunità montana del Mugello, Italia Nostra, Idra, Wwf e Legambiente Toscana.

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