11 dicembre 2018

Tante slot per le Cascine

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La famosa “valorizzazione” del Parco delle Cascine, già strombazzata da Renzi ed ereditata da Nardella, sembra iniziare con l’apertura di una sala giochi all’Ippodromo del Visarno. HippoBingo è una società privata che si presenta fin dal nome: i suoi cartelloni pubblicitari sono già visibili in città e annunciano l’apertura imminente di un’enorme sala giochi.

Chi l’ha vista in anteprima, parla di una grande sala bingo e decine di slot e video lottery, in uno spazio scintillante ma con le finestre oscurate… non sia mai che qualcuno si distragga dal gioco e scopra che fuori c’è un bellissimo parco!

Qualcuno ha fatto notare una certa schizofrenia nelle scelte del Comune, che da un lato proclama la volontà di lottare contro la piaga del gioco d’azzardo, dall’altro concede i propri immobili a HippoBingo. Così il consigliere Tommaso Grassi: “Dai progetti che avevamo visionato non c’era nessuna traccia di una destinazione del genere. Altrimenti ci saremmo opposti con forza subito. L’idea che si sia accettato che la riqualificazione di un pezzo della città promesso alla cittadinanza avvenga attraverso gli incassi del gioco d’azzardo è terribile. Dove sono finiti tutti i buoni propositi del Comune, del sindaco e della maggioranza?”.

Fra l’altro, la sala giochi non sembra ad oggi rispettare i parametri imposti dalla legge per la distanza da luoghi “sensibili” come scuole, chiese, ecc., trovandosi molto vicina al complesso delle Pavoniere dove oltre alla piscina, frequentata da bambini e ragazzi, c’è una sede UISP che ospita perfino i centri estivi del quartiere 5, insieme ad altre attività ricreative.

Ma, a sala già pronta e dopo l’investimento fatto, appare più che probabile che sarà trovata una scappatoia legale per ottenere l’autorizzazione all’apertura.

Del resto, anche il governo sembra pronto a dare una mano. Secondo la bozza del decreto fiscale che potrebbe entrare in vigore a luglio 2015, gli enti locali non potranno più porre “limitazioni di distanza ed orari nei riguardi dei punti di offerta di gioco”, né potranno adottare altri tipi di misure che “si risolvono in forme di sostanziale espulsione dal territorio comunale” delle sale da gioco.

In nome del mercato libero, siamo liberi di rovinarci.

(c.s.)

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