Sullo-Ferrero, botta e risposta sulla Comunità delle Piagge

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Il botta e risposta tra Pierluigi Sullo, direttore di Carta, e Paolo Ferrero segretario nazionale di Rifondazione Comunista dopo questo articolo dell’Altracittà.

A Paolo Ferrero
di Pierluigi Sullo, direttore di Carta

Caro Paolo, ti vorrei segnalare – ottenendo se possibile una risposta – lo strano caso del segretario fiorentino del tuo partito, Rifondazione comunista. Si chiama Andrea Malpezzi, e ha scritto in pubblico alcuni giudizi, su Alessandro Santoro e la vicenda della sua rimozione dalle Piagge ad opera del vescovo di Firenze, che ritengo incredibili. Oserei dire: repellenti. Dice dunque il compagno Malpezzi di notare, «tra i ‘fedeli’, la presenza di una certa intellighenzia salottiera», e che «don Santoro è oggi, nella testa e nella penna di coloro che si stracciano le vesti, non un umile parroco di periferia, anche se meritevole, ma un autentico capo popolo che stende la sua lunga mano anche sulla politica fiorentina».
Ora, tu sei venuto il giorno che si inaugurava l’incontro «Democrazia chilometro zero», organizzato da Carta insieme alla Comunità delle Piagge, e tutti abbiamo apprezzato il fatto che hai semplicemente ascoltato, atteggiamento non frequente tra i politici, anche di sinistra. E quando don Santoro è stato colpito dal fulmine della gerarchia, hai fatto conoscere la tua condanna dell’evento. Non so a quale corrente o sottocorrente, o per quale tattica obliqua, il segretario di Rifondazione di Firenze dica quelle fesserie. Magari considera anche te membro dell’«intellighenzia salottiera». So che lo stesso giudizio, ossia che la faccenda di Alessandro è «politica» [nell’accezione indegna del termine] lo ha già scritto la cronaca fiorentina del Corriere della Sera. E so anche che è grazie ad acrobatici slalom «politici» [come sopra] di questo genere che Rifondazione non ha più nemmeno un consigliere comunale a Palazzo Vecchio. Quindi la domanda è: pensi anche tu quel che pensa lui?

La risposta di Paolo Ferrero, segretario nazionale di Rifondazione Comunista

Caro Gigi,
come forse saprai, il Prc non è una caserma ed è possibile che si abbiano idee e posizioni diverse sullo stesso argomento. Le mie le conosci, ma – per completezza d’informazione – te le allego nella fattispecie di comunicato stampa scritto e reso pubblico «a caldo» il giorno stesso della rimozione di don Santoro, a firma mia e del compagno Alfio Nicotra a nome del partito della Rifondazione comunista.
Il comunicato mi pare abbastanza chiaro e non credo di aver letto prese di posizione così nette da parte di altri partiti. Del resto sono stato ospite della comunità delle Piagge poche settimane fa in occasione dell’assemblea su «Democrazia a chilometro zero» e ho potuto in quell’occasione farmi di persona una idea dello splendido lavoro portato avanti da don Santoro.
Da valdese, poi, ho una particolare idiosincrasia per le repressioni attuate in nome della dottrina cattolica perché alcune decine di migliaia di miei avi ne hanno subito le conseguenze finendo impalati, bruciati, sgozzati o semplicemente messi su una galera a remare.
Per quanto riguarda le opinioni espresse a titolo personale dal segretario provinciale del Prc di Firenze, le considero, com’è evidente, completamente sbagliate ma, per fortuna, Rifondazione è un partito in cui è anche possibile sbagliare. Ho espresso con una certa vivacità le mie opinioni al compagno Malpezzi e confido che possa ricredersi ma da noi – a differenza che nella chiesa cattolica – si discute e non si scomunica né si sospende a divinis. Sperando che tu possa apprezzare questa sottile differenza e nel confidare che Carta avrà la stessa attenzione mostrata in questo caso relativamente a tutte le altre prese di posizione del Prc o di qualche suo esponente, ti saluto con la consueta cordialità.

Paolo Ferrero

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