Sulla 'VIS' e l'inceneritore

image_pdfimage_print

Nel numero scorso del nostro giornale il consigliere comunale dei DS Antongiulio Barbaro è intervenuto sul tema dell’eventuale futuro inceneritore all’Osmannoro.
In quanto autore dell’articolo che ha suscitato la risposta del nostro lettore, volevo a mia volta ribattere alle sue argomentazioni che ritengo fuorvianti.
Barbaro inizia dicendo: “…la Valutazione di Impatto Sanitario (VIS)…costituisce uno strumento innovativo, non previsto da alcuna normativa: gli enti locali hanno invece voluto acquisire ulteriori elementi a garanzia della salute dei cittadini…”. Plaudiamo ad una scelta buona presa dai nostri amministratori; ritengo però che la Provincia di Firenze non abbia fatto altro che il suo dovere, visto che difendere la salute delle persone, utilizzando tutti gli strumenti possibili, obbligatori o facoltativi che siano, è uno dei compiti principali degli enti locali.
Sempre a proposito della VIS, c’è da dell’altro. Come dice lo stesso Barbaro, essa non si è ancora conclusa e si hanno solo dei risultati preliminari. Allora vorrei capire perché il Piano Provinciale di gestione dei Rifiuti è stato approvato senza attendere la risposta definitiva; mi sarebbe sembrato più logico aspettare, anche perchè (come ho scritto nell’ultimo articolo) i primi risultati della Valutazione sono un po’ preoccupanti. E se “malauguratamente” l’esito finale della VIS fosse negativo che facciamo, stravolgiamo o riscriviamo da capo il Piano? Ci credo poco…
Ed i famigerati interventi di mitigazione previsti, se sono tanto miracolosi perché non attuarli a prescindere dalla costruzione dell’inceneritore, così da migliorare la già pessima qualità dell’aria della Piana?
Ma eccoci alla parte più grave e più pericolosa della lettera del consigliere diessino. Barbaro conclude dicendo che la scelta “non è inceneritore sì/ inceneritore no, ma caso mai termovalorizzatore dove e come”, cercando di far trasparire che la costruzione di un inceneritore – o termovalorizzatore che dir si voglia – è una scelta obbligata ed inevitabile. Ma questo, come ho più volte sostenuto nei miei interventi sul tema, non è assolutamente vero, anche perché la realizzazione di un impianto del genere deve essere prospettata esclusivamente solo dopo l’attuazione di tutte le possibili politiche di riduzione della produzione dei rifiuti (cosa che a Firenze non è avvenuta in passato e neanche avverrà in futuro, almeno stando al Piano dei Rifiuti approvato dalla Provincia).
Questo principio non lo hanno inventato quei ‘fessacchiotti’ degli ambientalisti e dei comitati, ma lo prevedono sia le normative italiane – il famoso Decreto Ronchi – sia quelle europee.

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *