Sulla Tav parla Burlando: "La Torino-Lione non ha senso"

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Claudio Burlando

di Stefano Caselli*

“Il Tav in Valle di Susa ha costi enormi, non ha senso. I governi avrebbero avuto più difficoltà a riconoscerlo, i movimenti no”. Erano passate meno di ventiquattr’ore dai violenti scontri di Chiomonte e il presidente della Regione Liguria Claudio Burlando, con queste parole, diventava un idolo del fronte No Tav. Piuttosto strano, visti i trascorsi da ministro dei Trasporti del governo Prodi.

Presidente, da “cattivo” che era, per i valsusini è diventato “buono”. Che effetto le fa?
Ho detto quelle cose soltanto perché mi era stato chiesto di presentare un libro per il decimo anniversario del G8 di Genova: il ricordo delle violenze di quei giorni ha di fatto oscurato tutti i buoni motivi per cui decine di migliaia di persone erano scese in piazza nel 2001. Mentre pensavo queste cose, ho visto in tv le immagini degli scontri in Valle di Susa. Sta accadendo la stessa identica cosa.

Dunque si è convinto dell’inutilità del Tav Torino-Lione? Eppure lei nel 1997, da ministro dei Trasporti, non la pensava così…
Bisogna rendersi conto che l’Europa non è più quella di quindici o trent’anni fa. Non è più un continente a vocazione prevalentemente manifatturiera. La maggior parte delle merci non viaggia più sulla direttrice Est-Ovest ma su quella Nord-Sud, per il semplice fatto che le merci arrivano soprattutto via mare, nei porti. Il solo porto di Genova movimenta il 60 per cento delle merci che arrivano in Italia.

Dunque?
Dunque ritengo più ragionevole un collegamento infrastrutturale da Genova verso Rotterdam, l’altro grande porto europeo. E per farlo è necessario realizzare il Terzo Valico verso nord.

Allora è per questo che lei ha fatto quelle dichiarazioni? Se il Tav non lo vogliono in Valle di Susa, ce lo prendiamo noi?
È ovvio che ho parlato da presidente della Regione, io devo tutelare il mio territorio. La nostra regione si è molto indebolita negli ultimi decenni e Genova se la passa peggio di Milano e Torino, che pure ha i suoi problemi. Stiamo adeguando il porto e non solo. Non è possibile che dalla Liguria si vada ancora in Francia con una ferrovia costruita nel XIX secolo, bisogna completare il raddoppio verso Ponente, realizzare il nodo di Genova e fare il Terzo Valico.

Ma perché il Tav che non ha senso in Piemonte dovrebbe averlo in Liguria?
Per almeno tre ragioni. Primo, come ho già detto, da Nord a Sud le merci viaggiano, e probabilmente continueranno a viaggiare, mentre così non è per la tratta Est-Ovest. Secondo, la Torino-Lione costerebbe almeno 15-20 miliardi di euro, la maggior parte dei quali a carico dell’Italia, il Terzo Valico può costare meno della metà. Terzo, mentre in Valle di Susa protestavano a migliaia, a Genova eravamo in piazza per chiedere il Terzo Valico.

È davvero sicuro che in Liguria non ci sia opposizione? Il Wwf parla di “opera fantasma”…
Il consenso non può essere al cento per cento, ma Genova ha un tessuto sociale che il movimento merci ce l’ha nel sangue. Diciamo che c’è un consenso prevalente.

In Piemonte non l’hanno presa bene, le hanno dato dell’opportunista.
Non voglio escludere nessuno, faccio una proposta al Paese. In Italia non esiste una logica di programmazione, abbiamo un evidente gap infrastrutturale e un altissimo debito pubblico. Si decida una volta per tutte quanto si può spendere e su cosa. Il Tav in Valle di Susa non ha giustificazioni economiche, prima o poi lo capiranno tutti che non si può fare, Qui non abbiamo più i soldi per niente…

E allora che senso ha impegnare miliardi per il Terzo Valico?
Capisco l’osservazione e rispondo citando Carlo Azeglio Ciampi. Quando l’Italia entrò in Europa furono necessari grossi sacrifici. Ciampi riunì tutti i ministri di spesa e disse: “Io ho il compito di risparmiare , ma voi dovete selezionare per spendere, perché allo sviluppo non possiamo rinunciare”. Ripeto, la mia è una proposta al Paese.

Davvero il traffico merci su Genova è in aumento?
Ha attraversato un periodo di crisi, ora è in ripresa. Gli armatori di tutto il mondo garantiscono che punterebbero molto di più su Genova se solo avessero la garanzia di consegnare la merce via ferrovia in un numero ragionevole di giorni.

Ma davvero basterebbe un collegamento Av con la Pianura Padana per togliere migliaia di tir dalla tangenziale di Genova?
No di certo. Dopo le infrastrutture ci vogliono anche le decisioni politiche.

Di Terzo Valico si parla da decenni. Da uno a dieci, quanto ci crede che sia la volta buona?
Otto, anche nove.

*Il Fatto Quotidiano

0 Comments

  1. ivana genova

    Prima delle grandi opere e delle infrastrutture dovrebbe essere approvata una legge credibile e convincente anti corruzione, senza fiducia nelle istituzioni non potrà esserci il consenso delle popolazioni.

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  2. roberto

    Dice un vecchio proverbio fiorentino: l’Arlecchin si confessò Burlando!
    A parte costui che in questo caso dice una cosa che potrebbe far andare le cose per il verso giusto, son tutti schierati per andare andare avanti con il grande buco nella martoriata val di Susa. Ci voleva anche l’uscita infelice di quell’imbecille che ha offeso il poliziotto in modo così osceno, intercettato e sbandierato ai quattro venti.
    Il mio parere che non conta nulla è ed è sempre stato contrario alla TAV, che ha divorato e sta divorando montagne di terra, roccia e soldi dei contribuenti, restituendo in cambio ai cittadini il privilegio di poter viaggiare solo all’interno dei dispendiosi bachi dalla testa rossa , che sono gli unici treni rimasti in circolazione, (quando non si fermano perchè spesso si guastano).

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