'Sui Rom siamo isolati'

image_pdfimage_print

Una politica rivolta alle singole comunità, basata sull’integrazione, questa è la “ricetta” che il Comune intende utilizzare nelle questioni inerenti gli immigrati e l’immigrazione. Questioni sicuramente spinose, su cui Palazzo Vecchio si è misurato più di una volta e le cui intenzioni politiche, alla luce del nuovo decreto legge Bossi-Fini, si discostano nettamente dalla linea adottata dal Governo.
Per avere chiarimenti sulla linea politica ed i progetti al vaglio dell’amministrazione di Palazzo Vecchio, abbiamo intervistato l’assessore al Lavoro e all’Immigrazione Marzia Monciatti.
Qual è la vostra posizione nei confronti del nuovo disegno di legge Bossi-Fini?
Troviamo che la linea utilizzata dal Governo non sia soddisfacente; i nuovi emendamenti, applicati alla legge Turco-Napolitano, sono elementi peggiorativi, inutili e dannosi, infatti, pur essendo improntato sulla sicurezza, non dà risposte né sulla sicurezza, né sull’integrazione, né sull’interazione multiculturale aumentando lo stato di precarietà e di irregolarità di moltissime persone. Ritengo, quindi, che solo una politica di inclusione dia “sicurezza” alle persone e nel sociale. Come assessore al lavoro, ho presente la domanda, sempre più crescente, di manodopera regolarizzata da parte di aziende e associazioni imprenditoriali. Regolarizzazione che, con questo nuovo disegno di legge, non viene concessa ai nuovi soggetti lavorativi e che viene negata anche a chi, pur avendo un occupazione ed un permesso di soggiorno fino ad oggi regolare, richiede il rinnovo. Alla luce di tutto ciò, spero che il Parlamento tenga presente questi elementi e lavori con responsabilità.
Nell’integrazione multiculturale rientrano i progetti abitativi per le famiglie Rom: ci sono stati inserimenti di alcuni nuclei in qualche comune dell’hinterland fiorentino?

L’unico comune che si è attivato ed ha disposto velocemente e con successo l’integrazione di questi nuclei è stato San Casciano, per gli altri comuni purtroppo la situazione non è delle migliori. L’amministrazione fiorentina si trova a fronteggiare problematiche non semplici, i comuni interessati da questi progetti non vogliono collaborare nonostante Firenze si renda garante, anche economicamente. Dal 1999 sono stati inserite nel patrimonio abitativo fiorentino trentatre famiglie in case popolari e due in appartamenti con la formula “comune garante”. Vorremmo, come Comune, la collaborazione e la costituzione di una rete con i comuni dell’hinterland fiorentino, sindacati, imprenditori, cooperative, per far partire progetti basati su punti importanti come l’alfabetizzazione, il lavoro, la stabilizzazione dei nuclei familiari, le abitazioni. Vorremmo che Claudio Martini, Presidente della Regione Toscana, mettesse in campo la sua autorevolezza per aiutarci a superare la logica dei campi per rom, per ridurre il tutto ad un problema risolvibile in breve termine. L’evoluzione scolastica di questi gruppi, comunque, è in aumento e trovo che sia un buon segno. Complessivamente credo però che per risolvere la questione dei Rom ci vorranno ancora degli anni.

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *