23 settembre 2018

Studenti contro il boicottaggio Nestlè

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Ecco i figli del mercato mondiale. Una vergognosa disinformazione ed una massima considerazione dei propri capricci. La notizia, riportata sul penultimo numero del settimanale “Diario”, lascia a bocca aperta. Siamo a Montichiari, in provincia di Brescia. All’Istituto tecnico Don Milani, rappresentanti d’istituto, professori e preside hanno deciso all’unanimità di eliminare dalla scuola i distributori di merendine Nesltè. Non certo per condannare gli studenti alla fame: i prodotti alimentari sarebbero stati istituiti con altri più “etici”. Il professore Adolfo Maglia, promotore dell’iniziativa di boicottaggio, qualche mese fa aveva inviato, a preside e consiglio d’istituto, una lettera, facendo presente l’effetto diseducativo che la vendita di prodotti Nestlè poteva avere sugli alunni. La multinazionale svizzera continua, nonostante i divieti del Codice Internazionale dell’Unicef e dell’Organizzazione mondiale della sanità, a distribuire latte in polvere. Quello stesso latte che, nei paesi del Sud del mondo, provoca la morte di un milione e mezzo di bambini all’anno – secondo i dati Unicef – e ne fa ammalare molti altri. Per i professori del Don Milani “di fronte a questa situazione non sono accettabili né il disinteresse né la rassegnazione”. “Siamo convinti – hanno spiegato – che il consumo critico sia uno strumento efficace per condizionare scelte economiche non accettabili sotto il profilo etico”. Chi non avrebbe voluto dei professori così sensibili a certi problemi? Be’, intanto il comitato studentesco della scuola, che ha gridato il proprio spaventoso no: alle merendine Nestlè non si può rinunciare. E per quale motivo? Perché le merendine Nestlè, come hanno scritto gli studenti in una lettere indirizzata al preside, sono “migliori di altre marche”. Il professor Maglia, forse un po’ deluso e ferito, ha tentato di spiegare l’inattesa reazione affermando “che c’è poca informazione, i ragazzi non sanno nulla delle tattiche di marketing della Nestlè”. E nemmeno di ciò che gli accade intorno, verrebbe da aggiungere..
Ma, dopo varie trattative con gli studenti, i professori sono riusciti almeno a convincerli ad essere “istruiti” sulla questione. In questo mese dovrebbe aver inizio la campagna di sensibilizzazione, che comprenderà anche un incontro con un portavoce della rete italiana Boicottaggio Nestlè e l’inserimento a scuola di nuovi distributori con prodotti del commercio equo. Al corpo insegnanti resta la speranza di far cambiare idea ai ragazzi, soprattutto dopo che la multinazionale ha chiesto all’Etiopia 6 milioni di dollari per una fabbrica alimentare espropriatale nel 1975. Secondo la Oxfam, organizzazione non governativa britannica, con una cifra del genere si potrebbero costruire 6.500 pozzi d’acqua. Forse agli studenti potrebbe interessare se si trattasse di pozzi stracolmi di Coca Cola.

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