Stranieri a Firenze

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Sono 52.000 gli immigrati che vivono a Firenze, 7% in più rispetto al 2000. Confermato il trend emerso negli ultimi anni: ovvero la scelta di Firenze e della Toscana più in generale come meta preferita da parte degli immigrati. Cresce la presenza di persone provenienti dall’Est europeo, dal Magreb o dalla lontana Cina. Una scelta non certo legata alla bellezza delle vetrine o al prestigio dei nostri musei, quanto dettata dalla fame di lavoro, sia esso al nero o regolarizzato. A Firenze, come nel resto della regione, trovano infatti lavoro l’8,2% degli immigrati “regolari”, contro una media nazionale pari al 6,3%.
La presenza dei migranti è spesso ostacolata da impedimenti burocratici, “braccata” dalle forze dell’ordine e avvilita da atteggiamenti di intolleranza. Fattori di blocco, destinati a intralciare anche il lavoro di associazioni e operatori impegnati sul versante dell’integrazione e della solidarietà. Come sottolinea la stessa Caritas fiorentina per bocca del suo vicedirettore don Andrea Bigalli, “la questura di Firenze non solo non ci aiuta, ma sembra quasi divertirsi a opporre il maggior numero possibile di ostacoli alla nostra attività. Ci stiamo rendendo conto – continua Bigalli – che il clima sta cambiando e che dobbiamo fare i conti con un atteggiamento ostile. Un modo poco conciliante tenuto nei nostri confronti, che da oltre dieci anni ci muoviamo nel campo dell’integrazione”.
Uno scenario questo destinato ad aggravarsi con l’introduzione del nuovo disegno di legge Bossi-Fini, che modificherà l’ingresso dei lavoratori extracomunitari in Italia. “Una nuova legge – come ha sottolineato anche l’assessore di Palazzo Vecchio, Marzia Monciatti – che non serve all’immigrazione sia essa regolare o clandestina. Essa serve soltanto a sminuire il valore delle persone”.
Ma in questo scenario grigio a Firenze resta ancora una carta da giocare. È stato varato in questi giorni dalla giunta regionale un progetto pilota per rilanciare il sistema immigrazione. Sei i miliardi stanziati nel capoluogo toscano per facilitare la formazione professionale, l’inserimento abitativo e lavorativo degli stranieri non comunitari. Grandi prospettive insomma, con la speranza che a giovare maggiormente di questo “malloppo” siano veramente i nostri amici “non comunitari”.

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