Strage di Viareggio, la vedova "di fatto" sarà risarcita

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Sara Capolungo per l’Altracittà

Sarà finalmente comparso un sorriso sul viso di Alessandra Biancalana, la vedova di una delle 32 vittime della strage di Viareggio di tre anni fa. Il Senato ha infatti approvato in via definitiva la legge Viareggio, riconoscendo anche ai conviventi il diritto al risarcimento, inizialmente previsto solo in favore dei parenti, escludendo di fatto Alessandra in quanto “soltanto” convivente di Antonio Farnocchia, vittima dell’esplosione della stazione di Viareggio, nonchè madre di sua figlia.

A darne notizia sono stati i senatori del Pd Andrea Marcucci e Manuela Granaiola che, insieme al collega del Pdl Massimo Baldini, avevano presentato il disegno di legge, approvato due giorni fa dalla commissione lavori pubblici di Palazzo Madama. “Il caso nasce per rendere giustizia ad Alessandra, compagna di una delle vittime del disastro – sottolineano i relatori – esclusa in un primo tempo dagli aventi diritto alle elargizioni”.

Una battaglia, quella di Alessandra, iniziata più di due anni fa (http://altracitta.org/2010/12/01/vedova-di-fatto-non-avra-risarcimento-lassurdo-cavillo-della-legge-viareggio/) quando spiegava l’assurdo cavillo che la estrometteva da un ben poco consolante risarcimento, seppur necessario per crescere anche una figlia: “Antonio era separato consensualmente dalla prima moglie, ma non aveva mai chiesto il divorzio perchè stavamo costruendo casa e non c’erano abbastanza soldi”.

E infatti la prima stesura della legge Viareggio prevedeva la possibilità di indennizzare la convivente more uxorio solo nel caso l’ex coniuge fosse formalmente divorziato. Per fortuna però l’aula ha votato all’unanimità il provvedimento rivisto e corretto, inserendo anche Alessandra tra i beneficiari del risarcimento. “Si tratta a suo modo di un risultato storico- precisano i senatori in una nota- perché per la prima volta in Italia viene riconosciuta l’equiparazione tra convivente e coniuge”.

“Con questo voto- concludono i senatori- si è compiuto anche un importante passo in avanti significativo sulla strada del riconoscimento delle coppie di fatto”. Se quindi non possiamo che condividere la gioia per il caso di Alessandra, sull’ultimo aspetto però, quello del riconoscimento delle coppie di fatto, un pizzico di diffidenza nasce spontanea, in quanto è dal lontano 1986 che il Parlamento a più riprese tenta di colmare un incivile vuoto normativo. Senza alcun risultato.

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