23 settembre 2018

Strage di Viareggio: il Governo Letta, Alfano, Orlando "se ne frega dei morti"

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“Lo Stato se ne frega dei 32 morti e se ne frega di avere la verità”. Così Daniela Rombi, presidente dell’associazione “Il mondo che vorrei”, che riunisce i familiari delle vittime della strage di Viareggio, ha commentato il rifiuto della Presidenza del Consiglio (Enrico Letta, Pd) e dei ministeri dell’ambiente (Andrea Orlando, Pd) e degli interni (Angelino Alfano, Pdl) a costituirsi parte civile per chiedere verità e giustizia per il disastro del 29 giugno 2009. “È una brutta cosa. Tutti dicono che sono con noi, ma ora chiediamo allo Stato che non ci prenda più in giro”.

Il rifiuto di costituirsi parte civile da parte del governo è perfettemente in linea con la riconferma di Mauro Moretti nel ruolo di amministratore delegato del gruppo Ferrovie dello Stato avvenuta nel luglio scorso per scelta del ministro del tesoro Fabrizio Saccomanni. Moretti è infatti tra i rinviati a giudizio del processo di Viareggio per i reati disastro ferroviario colposo, incendio colposo, omicidio e lesioni colpose plurime. La conferma alle Ferrovie è arrivata a spregio della direttiva sulle nomine pubbliche approvata proprio dal governo Letta per disciplinare la selezione dei manager di Stato. Una direttiva stringente, che vieta di sedere sulle poltrone delle società pubbliche a chiunque abbia sulle spalle anche un semplice rinvio a giudizio. Una regola che non vale per il signore delle Ferrovie, nel paese in cui la legge non è uguale per tutti.

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