18 dicembre 2018

Strage di Viareggio, Idra e Per Unaltracittà: ripensare le politiche infrastrutturali

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Per Idra, ancora un “danno collaterale” di politiche e investimenti infrastrutturali sbagliati.

Le modalità che hanno originato questa notte la strage alla stazione ferroviaria di Viareggio (i media hanno dato notizia del cedimento strutturale del carrello di un carro-cisterna di GPL), lungi dal richiamare una tragica fatalità, paiono confermare piuttosto a qual punto possano arrivare le conseguenze di scelte politiche e infrastrutturali improvvide: si persevera nel privilegiare massicciamente gli investimenti in “grandi opere” come la TAV, dalla non documentata utilità pubblica, mentre i servizi e la rete ordinaria languono e soffrono di ritardi e inefficienze. Persino i servizi merci su ferro – che risultano ormai residuali a confronto col restante panorama europeo – appaiono scarsamente affidabili, come sembrano dimostrare i due recenti eventi nella galleria di Vernio e a Viareggio. Si ripropone anche qui il tema dell’efficacia dei controlli.

I danni derivati dall'esplosione
I danni derivati dall'esplosione

L’associazione ecologista fiorentina Idra, nel porgere le proprie condoglianze ai familiari delle vittime e un ringraziamento a coloro che hanno portato soccorso, rileva come purtroppo le persistenti politiche di sacrificio delle esigenze infrastrutturali reali del Paese non lascino intravedere alcun sostanziale segno di ripensamento, e anzi sembrino minacciosamente confermate anche per il  futuro.

Idra esprime l’auspicio che la tragedia di Viareggio possa almeno indurre a una più meditata riflessione i responsabili politici e istituzionali delle scelte strategiche in materia di infrastrutture e trasporti.


Per Unaltracittà: “Si dirottino le risorse per la sicurezza del trasporto, da anni trascurata”

“Sulla Tav il sindaco Renzi e la sua giunta prendano in considerazione l’ipotesi dell’attraversamento di superficie avanzata dal gruppo di studio nato nel Dipartimento di Urbanistica dell’Università di Firenze. Si tratta di una soluzione meno impattante e costosa, oltre che di più rapida realizzazione. Da parte nostra siamo disponibili, nell’interesse della città, ad offrire la massima collaborazione nella illustrazione delle qualità tecniche di un progetto al quale abbiamo lavorato in questi anni e alla cui realizzazione hanno contribuito gli architetti De Zordo, Fiorentino, Marchetta, Pizziolo e Ziparo del gruppo di lavoro di ‘perUnaltracittà’”. E’ la richiesta formulata da Ornella De Zordo e relativa alle posizioni che è chiamato a prendere in questi giorni il Comune sui lavori del sottoattraversamento.

“Prendiamo atto dell’ipotesi di bloccare momentaneamente i lavori per le opportune valutazioni  – ha aggiunto De Zordo – ma auspichiamo che adesso si vada avanti nella corretta valutazione delle cose e che si decida finalmente di invertire la rotta. Occorre fermare quest’opera devastante con cantieri che dureranno almeno 10–15 anni, che rischia di avere serissime ripercussioni sulla città, un inquinamento pericoloso per la salute dei cittadini, oltre che danni agli edifici, al patrimonio storico e all’ambiente di Firenze. Tutto per un lavoro inutile, che potrebbe essere evitato semplicemente con un adeguamento dei binari esistenti. Sarebbe per questo sufficiente rinegoziare con Rfi i termini del contratto per l’attraversamento fiorentino dell’alta velocità”.

“La questione dell’utilizzo delle risorse è centrale anche per la sicurezza dei trasporti – ha proseguito De Zordo – da anni sottolineiamo che l’enorme cifra destinata a questa opera (almeno due miliardi di euro) potrebbe essere utilizzata per migliorare il servizio ferroviario metropolitano e regionale, e per incrementare la manutenzione e le misure di sicurezza, ad oggi assolutamente insufficienti. A dimostrarlo, purtroppo, è arrivato l’incidente ferroviario avvenuto questa notte alla stazione di Viareggio. A niente sono valse le numerose denunce arrivate dnegli anni dai ferrovieri, sulla carenza di manutenzione e sul crescente numero di incidenti. Rfi le hanno ignorate, ed anzi hanno addirittura licenziato Dante De Angelis, un sindacalista reo di aver pubblicamente detto la verità su questo tema. Chi continua ad avallare una politica mirata ad investire unicamente sull’alta velocità deve essere considerato oggi corresponsabile di queste tragedie”.

0 Comments

  1. roberto

    E’ bene battere il ferro quando è ancora caldo, ma possiamo essere quasi certi che sulla questione del buco sotto la città di Firenze, gli amministratori, faranno l’orecchio del mercante.
    Si, perchè di mercanzia si tratta e non interessa loro risparmiare ed inquinare di meno; desiderano ardentemente che si investa denaro e si consumi di più.
    Il Conti che aveva pensato di candidarsi alle primarie (con l’alternativa di rinunciare e tornare a fare quello che faceva prima, come lo spendaccino Renzi che a questo punto può farne a meno ), ed è un trasformatore riduttore (da 220 a 15 volt), ma pur essendo indispensabile la sua funzione, lui appare bruciato ed i suoi sforzi per tentare di riaccendere la luce sembrano destinati a sicuro fallimento.
    Il Nachero, tanto corteggiato, ora viaggia a 3000 volt e si può permettere il lusso di alimentare i treni tav, dei quali non possiamo più fare a meno.
    Mi sembra alquanto improbabile che in uno sforzo di ragionamento possa riconsiderare tutta la faccenda, che in termini di salute, per la Sua popolazione, come per la scelta inceneritorista, ha già deciso nel suo programma di 100 punti.
    Infatti, come era facile prevedere egli ha vinto, sconfiggendo il finto portiere del PDL, (che non aveva dietro la schiena, nemmeno la rete per trattenere le palle), una partita truccata fin dall’inizio.
    Una partita che, se vogliamo, (ma ne abbiamo veramente voglia?), bisognerebbe trovare il tempo di giocare, perché ci andiamo di mezzo tutti.
    Più che altro c’è in gioco la sopravvivenza dei nostri giovani, che se si continua così, avranno ragione di imprecare contro chi li ha preceduti.

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