Strage dei Georgofili. Parlano i famigliari: "Il Parlamento rema contro la verità"

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di Giuseppe Lo Bianco

Dall’esplosione di via dei Georgofili, a Firenze, la sua vita è cambiata: Giovanna Maggiani Chelli, 65 anni, la vice-presidente dell’associazione dei familiari delle vittime è la prima vittima indiretta di strage. Il Tribunale le ha riconosciuto un’invalidità del 20% per gli eventi che ha dovuto subire (un genero morto, una figlia ferita).

Signora, il procuratore Grasso dice che la trattativa è servita a salvare la vita di alcuni politici.
“È una cosa che nessuno ci farà mai ingoiare per il quieto vivere di certi uomini dello Stato, i quali dovrebbero non solo cambiare mestiere, ma vergognarsi di indossare una divisa, una toga, di nascondersi dietro a un simbolo politico, una carica istituzionale. Vogliono giustificare quello che è successo, ma i nostri figli sono morti. Le conseguenze di cui parla Grasso, noi le abbiamo pagate tutte e senza sconti. Voglio fidarmi del procuratore nazionale, ma con quelle parole uno scossone lo abbiamo preso tutti”.

Il generale Mori afferma invece che la trattativa non c’è stata, perchè sarebbe stata una resa dello Stato ad una banda di volgari assassini…
“Credo che seduto a quel tavolo davanti a Ciancimino il generale non ci sarebbe dovuto andare. Se non ci fosse andato forse i nostri figli sarebbero ancora vivi. Come ha fatto la mafia a diventare così forte?”

Adesso in molti, come Martelli e Violante, ritrovano i ricordi su fatti di 17 anni fa. Che impressione le fa la memoria ad orologeria?
“Si dimettano da qualunque incarico pubblico e politico, quanti hanno messo a punto una trattativa più che ignobile, e quanti erano a conoscenza della trattativa con Cosa nostra già dal ’92. Dovrebbero vergognarsi di aver nascosto a delle madri i nomi di chi ha ucciso i loro figli, ma soprattutto i nomi di chi li ha lasciati uccidere”.

Mori ha detto che dopo Capaci le altre forze di polizia erano “poco consistenti e qualificate’’. E che non aveva punti di riferimento giudiziari. Martelli ad Anno Zero ha rivelato che nessun funzionario ministeriale voleva firmare i provvedimenti di trasferimento dei mafiosi nelle isole. È l’immagine di uno Stato allo sbando. La trattativa era una strada obbligata?
“Quella sbagliata e vigliacca trattativa giocata tutta sulla pelle dei nostri figli, non solo ha avuto conseguenze dolorosissime, ma è stata la dimostrazione della totale impotenza dello Stato. Impotenza che dura ancora oggi”.

La consegna del papello riaccende le speranze per le indagini?
“La vicenda del papello compare nelle carte del processo di Firenze, è tutto scritto lì da dieci anni. Perché non hanno indagato sui mandanti? Perchè ci hanno risposto con il silenzio? Perchè si è cercato di dimenticare tutto?”

Ma la trattativa è andata in porto?
“Qualcosa alla mafia hanno dato, quattro stragisti di Firenze sono fuori dal 41 bis. E probabilmente altri esterni a Cosa nostra, hanno ottenuto ciò che volevano. Se dopo Capaci e via D’Amelio hanno dato altri colpetti, questo deve pesare sulla coscienza di molti”.

Perchè è contraria ad una commissione parlamentare d’inchiesta?

“Non hanno mai risolto nulla, l’Italia è il paese delle stragi impunite. I condizionamenti della mafia in Parlamento sono fortissimi. Crediamo che la verità sia scritta nelle carte dell’inchiesta condotta dal pm Chelazzi noi abbiamo fiducia nei magistrati di Firenze. In questa vicenda è il Parlamento a remare contro”.

[Fonte Il Fatto]

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