14 novembre 2018

Strabismo per Genova

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Il 2 marzo comincia il primo processo scaturito dai fatti del G8. Si comincia dal processo “sbagliato”, nel senso che sarebbe stato meglio avere un avvio simultaneo dei tre processi che probabilmente avremo dopo le inchieste aperte sul luglio genovese del 2001. Gli altri due riguardano le falsificazioni e i pestaggi della Diaz e le torture di Bolzaneto; il quarto processo che avremmo voluto, per l’uccisione di Carlo Giuliani, com’è noto non ci sarà mai.
Si parte col processo “sbagliato” perché si comincerà a discutere come se fossimo tutti strabici. Il 2 marzo si inizierà a parlare – in aula, nei media e nel Paese – di tre ragazzi presenti in piazza Alimonda, di altri che lanciano sassi durante la carica al corteo (autorizzato e inoffensivo) di via Tolemaide, di un gruppo che va all’assalto di un supermercato e del portone del carcere di Marassi, di qualcuno semplicemente accusato di “compartecipazione psichica”, e se ne parlerà come se intorno non ci fosse nulla. Come se nelle stesse ore, nelle stesse strade, non si assistesse alla sospensione dello stato di diritto, all’aggressione alla popolazione civile denunciata da Amnesty International.
La giustizia, naturalmente, farà il suo corso e avrà il compito di accertare le responsabilità di ciascuno, ma è giusto che queste siano isolate dal contesto? Ha senso che tutti siano imputati per un reato quasi dimenticato dai nostri tribunali, ma ripescato per l’occasione, che prevede una pena minima di otto anni? Non c’è il rischio che ai 26 imputati vengano addossate tutte le responsabilità di quanto avvenuto a Genova, comprese le devastazioni del Black Bloc? È lecito ignorare il fatto che nessun elemento del “blocco nero” è stato individuato, denunciato, sottoposto a indagine della magistratura?
Il timore di trovarsi alle prese nei prossimi mesi con un forte strabismo giudiziario, per non parlare di quello mediatico, è più che fondato. Perciò avremmo preferito la stessa data d’avvio, o almeno date ravvicinate, per tutti i processi. Le inchieste, del resto, sono concluse, ma la procura di Genova non ha ancora formalizzato le richieste di rinvio a giudizio. Bene che vada, ne riparleremo in autunno. Sul banco degli imputati saliranno decine di agenti e funzionari delle forze dell’ordine (si prevedono oltre 70 rinvii a giudizio), compresi altissimi dirigenti della polizia di Stato. Dovranno rispondere di reati molto gravi per dei funzionari pubblici, come le lesioni, l’abuso di autorità e soprattutto la calunnia, che consiste, nella fattispecie, nell’aver fatto arrestare decine di persone (dopo il pestaggio alla Diaz) sulla base di prove false (le molotov portate nella scuola dalla stessa polizia).
Di recente proprio i 93 della Diaz sono stati scagionati da ogni accusa, ma tutti, ai vertici delle istituzioni, hanno fatto finta di niente. I dirigenti di polizia indagati senza la minima vergogna continuano a occupare le loro poltrone, e in qualche caso a godersi promozioni avute dopo il luglio 2001, come se le imprese compiute alla Diaz fossero un titolo di merito. Ci piacerebbe che i media, quando parleranno del primo processo sul G8, ricordassero anche questi dettagli.
In autunno, se tutto va bene, questi personaggi, che avremmo desiderato definire ‘servitori dello Stato’, dovranno comunque venire in tribunale. Ma è bene considerare fin d’ora che rischiano pene molto meno pesanti di quelle previste per i 26 già in aula a Genova. Ma anche questo le tv non lo diranno.

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