20 settembre 2018

Storia di Helene e Cristiana, in crisi nella Toscana che non sa accogliere

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rumena, alcolista e senza fissa dimora, vuole essere curata. La seconda, italiana, giornalista del Centro Servizi Volontariato Toscana, cerca di aiutarla. Si incontrano per caso e inizia un’amicizia che le porta a scontrarsi con i limiti di un sistema di accoglienza, quello della nostra regione, che a quanto pare non funziona come dovrebbe. Perché oggi Helene, dopo oltre un mese di ricerca, vive ancora in strada: nessuna struttura può e vuole accogliere la sua speranza di vivere appieno la sua esistenza, il desiderio di emanciparsi da una situazione drammatica.

Grazie a Cristiana per averci inviato questa storia; grazie a Helene che mette a nudo un terzo settore toscano in crisi di identità, con dei gravi limiti etici e – ci pare – timoroso e autoreferenziale, incapace di osare fuori dal seminato in cui lo costringe la politica che ne finanzia le gesta. Anche se a pagare questa scelta sono i più deboli.

Per noi delle Piagge – per cui il volontariato ha senso solo se aiuta a far emergere i problemi e a stimolare i governi e le amministrazioni a risolverli, che contrastiamo la visione dominante che istituzionalizza il disagio e lo foraggia con ricche e infinite convenzioni – la conferma che la Toscana è felix solo per chi non vuol vedere la realtà per quella che è. (cl)

***

1° agosto, caldo e silenzio nella mia città, Pisa. Incontro una signora senza dimora, con evidenti problemi di alcol, sola, senza nessuno e senza niente. Comincio a trascorrere del tempo con lei. Poi le propongo una doccia. La mia famiglia è in vacanza, posso permettermi di essere coraggiosa ed incosciente. E così Helene rinasce: casa, affetto, pasti, compagnia. Del resto sono in vacanza e posso osare tanto. Inizio a cercare un luogo per lei, per curarla e per alloggiarla. Decine e decine di telefonate. Sono da 15 anni la responsabile dell’ufficio stampa del Centro Servizi Volontariato Toscana. Conosco tanti luoghi, persone, esperienze, mi dico, troverò una soluzione per Helene.

No, non la trovo come la vorrei. Il tempo mi dirà che non la troverò neanche come non la vorrei. Nel suo peregrinare annebbiato Helene non ha documenti, è rumena, ha 45 anni, è alcolista, è senza fissa dimora. Come dicono in tanti, purtroppo e ancora, Helene è una barbona.

Allora il miglior risultato che riesco a raggiungere è l’asilo notturno del progetto homeless. Bè, già tanto, anche perché sono ancora in ferie e posso ancora permettermi di farle compagnia durante il giorno: un po’ di spesa, un pò di cucina, la mia e la sua, e poi, quando vuole, racconti e ricordi di una vita tanto dolorosa da sembrare incredibile.

Ma l’asilo scade, l’assistente sociale non chiede al Sert competente di prenderla in carico “tanto per gli stranieri non ci sono posti e poi non ha i documenti… anzi anche all’asilo il tempo scadrà presto e non potrà tornare”.

Suona la campanella del mio rientro al lavoro, in un’altra città per giunta, ed insieme si apre ancora una volta, per Helene, il baratro della solitudine e dell’alcol. Eppure un pertugio in lei si era aperto. Ma nessuno ha voluto allungare una mano. “Noi solo uomini alcolisti”; “Noi solo donne maltrattate”; “Noi ci siamo ma solo se un Sert, un Pronto soccorso o la Polizia ci incarica di farci carico”.

Io non ci capisco più niente. Solo nella mia regione ci sono 3250 associazioni di volontariato e i servizi sociali fra i migliori di Italia. Ma siamo così sicuri che sia vero? Helene è ancora e di nuovo in strada. Helene non vuole più stare in strada. Helene riconosce il suo alcolismo e vuole essere curata.

Helene ha gli occhi color del mare e può essere dolcissima. Circondata da affetto e fiducia sono sicura che potrebbe ricostruire il filo del suo passato e, forse, tessere ancora un po’ di futuro. Chi mi aiuta? Prego astenersi a tutti coloro che vogliono parlarmi dei tagli al sociale. Li conosco.

Cristiana Guccinelli

0 Comments

  1. Cristiano Lucchi

    Cristiana ci ha fatto sapere che la vicenda di Helene ha trovato la sua strada. Sarà ospite della Comunità Ceis di Lucca. Grazie a tutti per l'attenzione rivolta a questa storia 🙂

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