13 novembre 2018

Stop al razzismo

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In Italia non conviene essere neri. Se rubi un pacco di biscotti, rischi
di essere ammazzato: è successo a Milano. Se vai in ospedale per abortire,
rischi di essere arrestata come clandestina: è successo a Treviso. Se
giri con un borsone, rischi di essere inseguito da una volante: succede
a Firenze.
In Italia non conviene essere rom. Se chiedi l’elemosina rischi una multa,
a Firenze e anche altrove. Se ti fermi a mangiare dove non si poteva, puoi
trovare dei carabinieri che ti picchiano, ti insultano e ti umiliano: è successo
a Verona. Se cerchi lavoro, non te lo danno perché “i rom rubano”.
Se ti tirano una molotov, la gente dice che è una ragazzata. Se guardi un
bambino, ti accusano di volerlo rapire e finisci in prima pagina, come a
Catania. Nessuno ti chiede scusa se poi viene fuori che non era vero.
In Italia non conviene chiedere asilo: resti per mesi o anni senza documenti,
lavoro né casa, dovunque vai ti sgomberano, perché sei poco
igienico e fai paura ai vicini.
In Italia conviene essere razzisti: il razzismo va di moda, anche se non
si chiama più così. Si chiama “dare risposte al bisogno di sicurezza” nel
linguaggio della politica, mentre il popolo, quello che avrebbe questo
bisogno, lo chiama “non se ne può più di questi che vengono in casa
nostra e pretendono di fare il comodo loro”, che però a volte significa “su
qualcuno ce la dovremo pur rifare, dopo aver ingoiato il lavoro precario,
i prezzi alti, l’aria avvelenata e la casa che non c’è!”.
In Italia conviene essere razzisti, perché finisci in Parlamento e al governo,
e l’opposizione dialoga con te e ti invita persino alle feste. Anche se
nel portafogli hai ancora la foto del Duce o porti un maiale a spasso in
moschea o vai ai raduni neonazisti in Germania. E nessuno ti caccia per
questo, no, perché è solo un tuo modo per essere vicino ai sentimenti
della gente. Quelli per cui essere derubati è già brutto, ma da un “negro”
poi, è insopportabile.
Certo, questa non è tutta la gente. Ci sono anche dei poveri illusi che
dicono ancora “stop al razzismo” e addirittura scendono in piazza per
gridarlo forte. E chiedono assurdità come la “libera circolazione” per
evitare le stragi nei mari (mille morti all’anno nel canale di Sicilia), la
chiusura dei CPT (dove si può star rinchiusi fino a 18 mesi, secondo la
nuova direttiva UE, senza aver fatto nulla), il ritiro del “pacchetto sicurezza”
del governo…
Degli strani individui, questi antirazzisti, che pensano sia solo un caso se
siamo nati in Italia, che quindi è “casa nostra” fino ad un certo punto… e
comunque con gli ospiti bisogna esser gentili, soprattutto se non hanno
niente… e che magari domani, come già ieri, potrebbe toccare a noi di
dover partire verso un altro paese…
Questi tipi strani a volte manifestano per strada, ma lavorano tutto l’anno,
quasi nell’ombra, contro corrente, senza gloria né denaro, in difesa dei
principi della Costituzione italiana e della Carta dei diritti dell’uomo.
In Italia non conviene essere antirazzisti. Però vale la pena provarci.

0 Comments

  1. enrico

    non dobbiamo dimenticare l’ultima rissa verificatasi in via dei terrazzini,I connotati di tale scontro violento e’ senza dubbio” razziale”infatti cittadini livornesi hanno bastonato poliziotti ed extracomunitari,questo ed altri scontri di notevole entita sono entrati prepotentemente nel quotidiano livornese riducendo a desolate langhe desertiche piazze a noi note.E senza dubbio mercati illeciti transitano sopra le teste di povere donne sudamericane gettate poi nel calderone della prostituzione e del consumo della cocaina noi trotzkisty non possiamo chiudere gli occhi di fronte a questo scempio.

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