Stop al Multiplex, licenze scadute per la Regione. Cambio di guida all’immobiliare

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Federica Sanna dal Corriere Fiorentino

È quasi addio al multiplex di Novoli. La Regione ha ufficialmente emesso la decadenza dell’autorizzazione per le sue 1410 «poltroncine», trasferite dagli ex cinema Italia e Aldebaran per consentire l’apertura delle nuove sale. Ma c’è dell’altro: a fine luglio è cambiato il vertice della società Immobiliare Novoli, con Mario Marinesi che ha lasciato il posto di presidente all’ex consigliere regionale Pd Alessandro Starnini. Una nomina che probabilmente faciliterà i rapporti con Palazzo Vecchio, schierato contro il multisala, che si troverà ora a discutere con un politico del futuro della grande cattedrale di via Forlanini. La decisione della Regione è arrivata dopo una lunga riunione, i tecnici hanno discusso nei dettagli sull’interpretazione della normativa sui cinema. Tutto parte dalla legge regionale che pone limiti alle nuove aperture, già ampiamente superati a Firenze. L’unica possibilità per aprire un nuovo cinema è trasferire posti esistenti. Questo ha fatto l’Immobiliare Novoli all’inizio del 2008 quando ha chiesto alla Regione, e ottenuto, il trasferimento da due cinema chiusi. Aveva tempo un anno, dopo qualche mese è arrivato lo stop, l’edificio è stato sequestrato. A lavori fermi la proprietà ha chiesto una proroga di 100 giorni in vista del dissequestro che avverrà solo a ottobre 2009. La Regione ha rifiutato di concedere ulteriori giorni e il braccio di ferro, finito al Tar, alla fine si è concluso a ragione del privato. Viene concessa una proroga di 191 giorni, a partire dalla sentenza del tribunale, il 22 giugno si arriva alla scadenza, ma il cinema non è ancora pronto e la società chiede che la proroga venga fatta scattare dalla data in cui viene accordata la proroga stessa, vale a dire a marzo, una mossa per guadagnare tempo per i cantieri. Valsa però della decadenza delle poltroncine, il cinema non può essere più costruito con quelle autorizzazioni. A questo punto si aprono nuovi scenari. Per poter realizzare il progetto originario del cinema servono nuove poltroncine. Una possibilità potrebbe essere l’acquisto di quelle del Variety, che ha manifestato la volontà di chiudere i bandoni. Anche se alla luce del cambio alla presidenza dell’Immobiliare Novoli – i soci sono finanziarie della Cassa di Risparmio Firenze, Monte dei Paschi di Siena e a una banca belga – sembra più probabile un’altra ipotesi. Palazzo Vecchio si trova davanti un nuovo interlocutore, più sensibile alla politica e forse ai progetti della nuova amministrazione che sono molto lontani dalla realizzazione del cinema. Starnini potrebbe essere l’uomo adatto per portare avanti un nuovo corso e abbandonare l’idea della multisala: «Avvieremo un rapporto di collaborazione con Palazzo Vecchio — afferma Starnini — naturalmente tenendo conto che bisogna portare in fondo la destinazione di quell’area: si tratta di unire punti di vista». E il cinema rimarrà nel progetto? «Che io sappia si prevedono film — ironizza senza parlare di multisala — questi rimangono. Poi vedremo». Il vicesindaco Dario Nardella non si sbilancia: «Ci porremo nei suoi confronti nella posizione che avevamo con la vecchia gestione: se rispettano le leggi, noi non possiamo costringerli a non fare il cinema, salvo invitarli a riflettere. La nomina di Starnini è stata una scelta dei soci, ne prendiamo atto». Intanto il consigliere regionale Mauro Romanelli (Verdi) e quello comunale Tommaso Grassi (Gruppo Spini) chiedono l’abbattimento dell’edificio oppure la conversione a un centro d’essai o arte contemporanea: «Non esistono più scuse, non può aprire».

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